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Niente
sanzioni ai lavoratori delle Poste della Spezia Legittima
l'astensione al lavoro "accessorio". La
Spezia - Le Poste Italiane hanno commesso un’azione
antisindacale imponendo sanzioni disciplinari ai lavoratori responsabili
di aver partecipato ad uno sciopero. Questo è quanto è stato stabilito alla
Spezia dal giudice del lavoro Pasqualina Fortunata: la sentenza riguarda una causa
promossa dal sindacato di base CUB,
riguardo un contenzioso nato fra i lavoratori e le Poste italiane nel luglio del
2004. A quel periodo risale infatti l'accordo, siglato dai Sindacati Confederali
e respinto dalla CUB, sulla possibilità
per l’azienda di utilizzare, per coprire l’assenza di un collega addetto al
recapito della posta, il lavoro di un portalettere già operante nella stessa
zona. Secondo
le Poste, il patto firmato con le sole Cgil, Cisl e Uil sottoscriveva anche che
il maggior carico di lavoro non andasse considerato come straordinario, come
richiesto dalla CUB, e alla
conseguente azione di protesta l'azienda fece quindi partire sanzioni
disciplinari nei confronti dei lavoratori che parteciparono allo sciopero. Come
detto, la causa di lavoro si è però conclusa a favore dei dipendenti: il
lavoro dei legali della CUB si è
basato su un fatto incontestabile, ovvero che quello
sciopero si reggeva sull’astensione dal lavoro "accessorio", ovvero
aggiuntivo rispetto al normale orario contrattuale e quindi la pretesa
delle Poste italiana di poter retribuire forfettariamente i lavoratori impegnati
nella sostituzione non poteva essere accettata. In
più, ha precisato l'avvocato D'Imporzano, la necessità di usare un altro
portalettere non dipendeva da questioni legate a cause di forza maggiore come
una malattia del lavoratore addetto, ma ad una cronica
carenza di personale che non può, ovviamente, gravare sulle spalle dei
dipendenti. La
Spezia, 1 marzo 2005
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