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Caro Chiamparino,
Parole vuote, mancano i numeri che dimostrano
effettivamente quali siano i vantaggi. Invece di numeri sugli svantaggi in
questi anni se ne sono accumulati assai, messi nero In genere si dice che la politica ha la vista
corta, pochi mesi o al massimo pochi anni. Per questo non si investe sulle
energie rinnovabili, sul risparmio energetico, sul risanamento dell'assetto
idrogeologico, sulla pianificazione urbanistica, sulla ricerca scientifica.
Strano che per il TAV, opera che sarebbe pronta tra oltre 15 anni, si sia invece
tutti cosi solerti... C'è qualcosa sotto. Intanto la "nobile Torino" e' un
colabrodo. Come ci si puo' agitare cosi tanto per far partire un'opera faraonica
che sfregia le Alpi e manganella le persone, quando non si riesce a dimostrare
nemmeno di saper chiudere piccoli cantieri aperti da decenni, come il passante
ferroviario? Ogni volta che vado in studio Rai a Milano, osservo sconsolato il
degrado di Porta Susa, i rifiuti, il cantiere infinito di corso Inghilterra, un
biglietto da visita triste, altro che citta' olimpica. Si dimostri di saper
risolvere prima l'ordinario dello strordinario. Il Tav e' un progetto fuori luogo nel contesto
morfologico del territorio italiano. E' un simbolo di una voracita' ambientale
infinita che le leggi fisiche non permettono piu' di sostenere a lungo. Chi
percorre l'autostrada Torino-Milano vede oggi la nuova linea TAV che e' uno
scempio geografico, una muraglia opprimente di calcestruzzo che chiude il guardo
a sud per 100 km. Un atto d'arroganza Sette miliardi di euro per un inferno di cemento
che scempia i migliori terreni risicoli d'Europa. Torino e il Piemonte non saranno lastricate d'oro
ne' grazie a questo o a quel nuovo treno "veloce". Invece potranno
trovare nuove opportunità nell'elaborazione di un nuovo modello di sviluppo
meno invasivo, gia' suggerito da un grande manager Fiat torinese, troppo presto
dimenticato: Aurelio Peccei. Si', proprio lui, il fondatore del Club di Roma,
promotore dello studio MIT sui limiti dello sviluppo. E' un libro del 1972, in
biblioteca si trova, e Tu che sei un forte lettore, so che andrai a riprenderlo.
Vedrai che abbiamo di fronte problemi assai più impellenti del TAV. Luca Percalli Da “il manifesto” 6 novembre 200 |
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