|
|
|
Da “liberazione” 6 novembre 2005 Una telefonata anonima fa ritrovare un ordigno
dimostrativo sulla statale per il Moncenisio. Lunardi e Rutelli ne approfittano
per rilanciare il devastante progetto. Ma le genti della valle continuano a
contestarlo e a sfidare la militarizzazione Susa, la solita bomba dopo i volantini
farneticanti. Ma i comitati anti Tav non si fermano Checchino Antonini Mentre
Liberazione va in stampa, le fiaccole - almeno tremila, illuminano la strada tra
Susa e Mompatero ormai militarizzata per proteggere le previste trivellazioni
geologiche che preludono al tunnel della Torino-Lione. Da quella montagna
verrebbero sputate quantità di uranio allarmanti e cancerogene, hanno detto
ambientalisti e medici di famiglia con dati difficilmente smentibili, e la linea
ferroviaria condannerebbe a morte un territorio già martoriato dalle
autostrade. Per questo le comunità e i sindaci, con fascia e gonfalone,
presidiano i terreni dei cantieri. La
bomba arriva verso l'una della notte mentre la digos scruta i filmati per
incriminare presunti "resistenti" a pubblico ufficiale nei presidi
degli ultimi giorni. Una telefonata anonima ai carabinieri di Susa indica una
pietra miliare sulla statale del Moncenisio, verso Giaglione, dove sarebbero
stati ritrovati timer, video cassetta, e un po' di esplosivo da cava. L'anonimo
"piccolo chimico" colpisce ancora, con un gesto che gli inquirenti
chiamano dimostrativo ma le cui vittime sono le genti valsusine già scosse dai
volantini sequestrati 24 ore prima a Bussoleno. "Val Susa rossa",
inesistente sigla, si conquista la prima pagina della Stampa, organo del partito
filo Tav, con le sue farneticazioni simil-brigatiste. Con una conferenza stampa
sotto la tenda del presidio permanente di Bruzzolo viene convocata nel
pomeriggio una conferenza stampa dal coordinamento dei più di trenta comitati
popolari No Tav. «Che gli autori siano sul libro paga di qualche potere forte,
o agiscano in proprio, il risultato non cambia, stiano lontani dalla nostra
lotta». Più chiaro di così. L'appuntamento è per l'ennesimo corteo serale,
pacifico, contro la militarizzazione. «Il terrorismo è il peggior nemico della lotta popolare - spiega da Pinerolo Paolo Ferrero, della segreteria nazionale di Rifondazione comunista - e l'unico modo per combattere alla radice ogni delirio terrorista è l'allargamento della lotta contro l'alta velocità. Saremo sempre a fianco della popolazione della Val di Susa in lotta contro l'ulteriore scempio della vallata. Stupisce che non condividano questo elementare ragionamento Epifani e Scudiere che guidano la più grande organizzazione dei lavoratori». Di
nemici dei lavoratori e degli abitanti della valle, a proposito degli autori,
parla anche la Cub, altro partner fisso della vertenza No Tav «per uno sviluppo rispettoso del territorio, per trasporti
pubblici di qualità», ricorda Cosimo Scarinzi. Da Roma e dai palazzi non arrivano segnali
positivi: Rutelli si spiccia a chiedere che il tracciato della Tav non venga cancellato. Passa subito all'incasso anche il ministro Lunardi, autore in gioventù di altri devastanti capolavori (i suoi trafori sul Gran Sasso hanno dimezzato la più grande riserva idrica d'Europa): le frange violente, dice l'ingegnere che vuole convivere con le mafie, si anniderebbero nei movimenti. Dunque, via i terroristi e si decolli con il famigerato Corridoio 5. Il presidente della provincia di Torino, Saitta della Margherita, rimprovera a Prc e Verdi di non essersi accorti che il programma elettorale prevedeva l'alta velocità. E li invita a uscire dalla maggioranza. Così anche il segretario regionale della Quercia (favorevole alla Tav), Marcenaro, domanda che vengano allontanati i violenti dalle manifestazioni. Il capogruppo ds a Palazzo Lascari si spinge oltre elogiando l'astuzia delle forze dell'ordine che hanno ingannato lunedì le popolazioni della valle. «I violenti davvero, e arroganti, sono le migliaia di agenti e carabinieri, e gli uomini in borghese, che stanno infestando il nostro territorio, creando tensioni e rendendo invivibili i nostri paesi. Ma più violenta è la lobby dell'alta velocità e delle grandi opere. Quella contro l'ambiente è l'altra faccia della guerra all'uomo», risponde loro Nicoletta Dosio di Bussoleno, segretaria locale Prc e attiva da 15 anni nel coordinamento No Tav. -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. da "il manifesto" - 6 Novmbre
2005 Un pacco bomba minaccia la Tav E' stata una telefonata anonima a far ritrovare ai
carabinieri lungo la statale 25, tra Susa e Giaglione, un ordigno senza innesco.
Un atto dimostrativo, come sembrerebbe dimostrare l'assenza di innesco, ma che
ha fatto salire a mille la tensione in val di Susa. Il «pacco bomba»
racchiudeva un candelotto contenente 200 grammi di esplosivo da cava, una miccia
e una videocassetta. Il ritrovamento è stato condannato dalla comunità montana
che per bocca del suo presidente, Antonio Ferrentino, fa sapere che «si tratta
di un atto molto grave e come amministratori pubblici abbiamo già chiesto un
incontro alla Procura di Torino per valutare la situazione. Le vittime di questi
gesti - aggiunge Ferrentino - sono le popolazioni della val Susa. Servono
risposte forti per prendere le distanze». Le risposte e le prese di distanza
sono arrivate nella giornata di ieri. I comitati no tav che in mattinata avevano
bloccato due Tgv, uno proveniente da Parigi e uno partito da Torino per la
Francia (oltre a cinque treni nazionali), hanno convocato una conferenza stampa
per dissociarsi sia da azioni come quella del pacco bomba, sia dai volantini
recuperati ieri in valle e siglati «val Susa rossa». Gli stessi investigatori,
d'altronde, pur considerando grave il ritrovamento di un pacco bomba, non
avvalorano l'ipotesi di un collegamento con il movimento no tav, e parlano
semmai di «preoccupazione» per «possibili infiltrazioni».
|
|