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SCIOPERI:
SINDACATO DI BASE; PRECARIATO, SALARI, TFR, MOTIVI STOP VENERDI' MOBILITAZIONE
SINDACALISMO DI BASE IL 21, CORTEO A ROMA (ANSA)
- MILANO, 19 OTT - No allo 'scippo' del Tfr; rilancio della previdenza pubblica;
aumenti salariali europei e reintroduzione della scala mobile; stop al lavoro
precario. Sono queste le principali parole d'ordine del sindacalismo di base che
ha indetto, per dopodomani, lo sciopero generale con manifestazione nazionale a
Roma. L'iniziativa e' stata promossa da Cub, Cib, Cnl, Sult, Sincobas e Usi-Ait. Durante
la conferenza stampa di presentazione della mobilitazione, nella sede della
Confederazione unitaria di base (Cub), e' stato denunciato che il ministro dei
Trasporti Pietro Lunardi ''ha ostacolato piu' volte l'attuazione dell'
astensione'' e ''calpestato i diritti dei lavoratori, vietando l'unico mezzo di
protesta che e' loro concesso, cioe' lo sciopero dei dipendenti pubblici e
privati nel settore dei trasporti''.
''Il
comportamento di Lunardi e' illegittimo - ha affermato Piergiorgio Tiboni,
coordinatore della Cub -. Venerdi'
sara' comunque una grande giornata di mobilitazione''. La manifestazione
nazionale si svolgera' a Roma, con concentramento
in piazza della Repubblica a partire dalle 9.30. Oltre ad alcune delegazioni di studenti universitari parteciperanno al corteo - e' stato annunciato - anche alcune centinaia di Rsu della Cgil che, secondo quanto affermato dal sindacato di base, prenderebbero ''le distanze dal flebile sciopero previsto per novembre da Cgil, Cisl e Uil. Sono
inoltre attesi i lavoratori marittimi della Corsica. ''
Innanzitutto ci opponiamo alle politiche liberiste - diceTiboni - che stanno
creando in Italia un grave squilibrio di distribuzione del reddito. Ci
sono famiglie super ricche e altre decisamente povere''. Secondo i dati forniti
dalla Cub, la ricchezza finanziaria e immobiliare e' detenuta per il 48,5% dal
10% delle famiglie piu' ricche e per il 17,2% dall'1% delle famiglie.'' In
questo Paese ci sono circa nove milioni di persone che versano in gravi
condizioni di poverta' - aggiunge il sindacalista -. Il Pil e' aumentato, ma a
giovare di questa situazione sono stati solamente in pochi. Un
altro punto di protesta e' l'abolizione del Tfr, previsto dal decreto
legislativo 522 del governo Berlusconi. ''Se passasse il decreto Maroni si
ribalterebbe la situazione di un tempo. La previdenza integrativa e' iniqua e
rischiosa denuncia Tiboni - se prima il lavoratore aveva a suo carico il 25% di
spese per la pensione, ora si ritrova a dover sborsare l'85%. Bisogna, invece,
rilanciare la previdenza pubblica''. La
Cub chiede anche il rilancio della scala mobile e la abolizione del lavoro
precario: ''Vogliamo aumenti salariali di 250 euro mensili, che difendano salari
e pensioni dalla crescita del costo della vita. Continuiamo - conclude Giorgio
Tiboni - a sostenere l'idea di un lavoro stabile. Vogliamo fondi regionali che
sostengano i precari e i lavoratori in cassa integrazione'' 2005-10-19
17:44 |
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