26/03/2005 - Giornali on line parlano della Cub
Home Su Chi siamo Statuto Dove siamo

 

Da “www.liberazione.it” 26 marzo 05 

Trieste, successo Cub alle elezioni della Insiel 

Grande successo della FlmnUniti Cub nelle elezioni Rsu all'Insiel, azienda del settore informatico. Il sindacato di base è risultato il più votato con il 40% dei voti. Al secondo posto si è piazzata la Fim-Cisl, al 27, 62, al terzo la Fiom con il 16%. «E' sicuramente una vittoria dei lavoratori - si legge in un comunicato - che d'ora in poi avranno dalla loro un sindacato autonomo e indipendente» 

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Da “www.unionesarda.it” de 26 03 005 

Carbonia 

Asl 7 Eletti i responsabili del sindacato Rdb-Cub

Per la prima volta il sindacato Rdb-Cub ha eletto i propri responsabili per la Asl 7:

sono Graziano Angioni e Francesco Uccheddu, entrambi infermieri professionali dell'Ospedale Sirai di Carbonia.

La nomina è avvenuta nei giorni scorsi, contestualmente all'assemblea dei delegati del settore Sanità della Rdb, sindacato interconfederale che aderisce alla Confederazione unitaria di base. Durante l'incontro i rappresentanti dei lavoratori hanno dibattuto dei diversi problemi della Asl 7, concentrandosi in particolare su alcune difficoltà croniche del servizio sanitario locale: carenza di personale nell'azienda sanitaria, formazione, politiche del salario, precariato, difesa del servizio sanitario pubblico.

Fra gli altri è intervenuto Enrico Rubiu, in qualità di rappresentante del coordinamento regionale Rdb-Cub. La sigla sindacale è attiva dal 1998 ed è la quarta in Italia per numero di iscritti (riunisce circa 650 mila lavoratori di tutti i settori).

La sede territoriale per il Sulcis-Iglesiente si trova a Carbonia, in piazza Rinascita. (c. d. b.)

26/03/2005

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-..-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Da “www.ladige.it” 26 03 005 

Bimba allontanata da scuola
No soldi, no mensa

TORINO - La sua famiglia non le può pagare la mensa e la scuola non gliela lascia frequentare. Così è costretta a mangiarsi il panino da sola in aula. Fa discutere a Rocca Canavese, un paese di 1.500 abitanti a una ventina di chilometri da Ivrea (Torino), la vicenda di una bimba di 6 anni, che frequenta la prima elementare. Il caso è stato reso noto dal sindacato Cub Scuola di Torino che ha annunciato per i prossimi giorni iniziative specifiche di denuncia contro il costo troppo alto della mensa e che ha denunciato la mancanza di sensibilità della scuola e del Comune. Solo grazie all´intervento della Caritas, che le ha pagato i buoni pasto per un mese, la bimba ha potuto per ora di nuovo pranzare con i compagni. Protagonista della vicenda è una famiglia originaria del Sud, monoreddito, con due figli, un maschietto che frequenta le medie e la sorellina più piccola che fa le elementari

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Da “www.lagazzettadelmezzogiorno.it” 6 03 005 

Bimba, figlia di un pugliese, «ghettizzata» perché non è ricca

 Ha 6 anni e la sua famiglia non le può pagare la mensa. La scuola (nel Torinese) la lascia in aula. Il sindaco: è tutto falso. Però è dovuta intervenire la Caritas

BARI - Tutta sola a sbocconcellare un panino in un’aula che sembra enorme, per quanto è vuota. Le risate dei compagni sono lontane. Loro sono tutti a mensa ma a lei, bocciolo del Sud di appena sei anni, non è permesso seguirli perché - mette i brividi scriverlo - non è ricca abbastanza.

I suoi genitori, papà leccese e mamma partenopea, hanno un solo stipendio e un altro figlio che frequenta le medie. Così la scuola elementare di Rocca

Canavese, un paese di 1.500 abitanti a una ventina di chilometri da Ivrea (Torino), non ha permesso alla bimba di pranzare assieme agli scolari, l’ha lasciata in aula. A denunciare la vicenda è stato il sindacato Cub Scuola di Torino che ha annunciato per i prossimi giorni iniziative specifiche di denuncia contro il costo troppo alto della mensa. 
«Non è vero – sbotta il sindaco, Giovanni Laiolo (Forza Italia), raggiunto telefonicamente – me lo ha confermato la preside. Sono tutte montature. Siamo nel 2000 figuriamoci se non diamo da mangiare alla bambina. Abbiamo bocciato una mozione che chiedeva sconti per chi aveva due figli ma l’abbiamo bocciata perché sennò avremmo avvantaggiato anche chi non aveva problemi economici.

Il Comune si è sempre offerto di pagare anche l’intera tariffa alle famiglie indigenti, purché lo dimostrino con documenti alla mano. E contro il Sud non abbiamo niente, abbiamo anche fatto un gemellaggio con un paese vicino Ragusa».

«E’ tutto vero – ribadisce Giovanni Vuolo, del Cubed è stato grazie alla sensibilità di mia figlia, che frequenta la stessa scuola, se è venuta a galla questa vicenda. Il problema è l’insensibilità dell’amministrazione comunale. Dicono che pagano la retta della mensa agli indigenti ma qui l’indigenza è indimostrabile perché si tratta di una famiglia monoreddito. Però con mille euro al mese e due figli come si può pensare che questi genitori possano pagare otto euro al giorno? Noi abbiamo chiesto di istituire una gradazione in base alle fasce di reddito e il sindaco di ha risposto “picche”».
La madre della bimba ha scritto una lettera alla scuola chiedendo un aiuto. Le è stato risposto che le tariffe non erano di competenza dell’istituto, ma dell’amministrazione comunale.
Infine, il caso della piccola è stato segnalato alla Caritas di Torino. Ed è stata la Caritas a comprare i buoni pasto per questo «bocciolo del Sud».


Marisa Ingrosso

24/3/2005

 

 

       Scrivi alla CUB

Scrivi a webmaster

pagina aggiornata 09/01/07