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Da liberazione.it del 18 agosto 2005 La
democrazia? Togliere la discriminazione contro Intervista
al sindacalista Pier Giorgio Tiboni, leader della Cub Fabio
Sebastiani Abbiamo proposto un
incontro a tutto il sindacalismo di base. L'idea è quella di verificare
l'ipotesi di arrivare a uno sciopero generale su tre questioni: contro lo scippo
del tfr e il rilancio della previdenza pubblica:
nell'audizione al Senato abbiamo chiesto il ritiro del disegno di legge. La seconda
questione riguarda la
redistribuzione del reddito, con la proposta di scala mobile per lavoratori e
pensionati. Questo è il problema centrale del paese. L'Italia è davvero un
paese ricco ma la ricchezza sta tutta da una parte. Il dieci per cento delle
famiglie, infatti, ha quasi il trenta per cento della torta. La terza
riguarda la questione del precariato e del sostegno al reddito. E' in piedi una
vertenza con le regioni proprio per costituire un fondo regionale che integri il
reddito dei disoccupati e dei precari e dia un sostegno ai lavoratori che vanno
in mobilità e in cassa integrazione. Si tratta di una formula mista che prevede
non solo risorse, ma anche accessi ai servizi e agevolazione sulle tariffe.
Queste tre grandi questioni possono anche richiamare l'idea della
"finanziaria che vorremmo". Ciò ci consente di non fare il solito
sciopero contro la finanziaria ma delineare anche alcuni contenuti alternativi.
C'è un problema di
passaggio che non riguarda tanto le politiche concertative, che ancora peraltro
appassionano Cgil, Cisl e Uil visto il rapporto con Montezemolo. In questi anni
siamo cresciuti molto come sindacalismo di base. Abbiamo la forza per tentare di
riuscire a ottenere risultati a livello generale. Gli anni scorsi sono stati
caratterizzati dalla difesa. Nei mesi scorsi abbiamo fatto una verifica e
pensiamo ci siano le condizioni per incidere sulle questioni generali. Proporremo
ai vari candidati e ai vari schieramenti che si candideranno alle elezioni
politiche del 2006 l'esigenza di uscire dalle politiche liberiste.
Penso che non
succederà niente dentro la Cgil. Tra l'altro questa questione è posta
in modo riduttivo in quanto riguarda alla fine più che altro i rapporti tra le
organizzazioni sindacali. Parlare di democrazia vuol dire innanzitutto fine
delle discriminazioni nei confronti del sindacalismo di base e nessuna
possibilità per Confindustria di scegliersi i sindacati. Occorrono poi
discussioni palesi nelle assemblee dei lavoratori e che dalle stesse assemblee
escano le delegizioni che vanno a trattare. La democrazia sindacale è una cosa
complessa che va al di là del referendum. E' giusto introdurre il principio che
sui contratti debbano decidere i lavoratori. Ma alla fine non devono trovarsi a
decidere sulla base di una schermaglia tra organizzazioni diverse. Se si va al
rinnovo stando nei parametri concertativi non è che i lavoratori possono
decidere nel vero senso della parola. Bisogna recuperare un rapporto con i
lavoratori. E' questa la verità. I lavoratori devono essere protagonisti e
poter scegliere su ipotesi diverse anche di organizzazioni non tradizionali. La
Fiom, poi, dovrebbe cominciare a rinunciare alla rendita del terzo nelle
rappresentanze sindacali unitarie.
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