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Comit,
all'asta 700 milioni di euro di immobili. Il
FONDO PENSIONE INTEGRATIVO (il più vecchio d’Italia) della ex banca
commerciale italiana dismette il patrimonio per poi chiudere. Un
addio alle pensioni integrative, un esempio su come
potrebbe finire il tfr dei lavoratori dipendenti
previsto dalla legge con lo scippo del silenzio assenso. In totale
andranno all'incanto circa 300 mila metri quadri totali, 30 edifìci e oltre 200
unità immobiliari dislocate in tutta Italia. In vendita anche vari palazzi
d'epoca nel cuore di Roma, Milano e Padova. Dalla
vendita contano di ricavare un bel gruzzolo e chiudere così definitivamente la
partita. Con l'asta degli immobili (valutazione totale pari a 700 milioni di
euro) di proprietà del fondo pensioni per il personale della banca commerciale
italiana punta a rendere liquido il patrimonio e realizzare una plusvalenza. Attraverso
questa operazione il fondo, presieduto da Angelo Elia, verrebbe definitivamente
chiuso liquidando le rispettive quote ai pensionati e al personale attivo (in
questo caso la quota confluirebbe nel Fapa, il fondo di gruppo di Sanca Intesa).
Il
consiglio d’amministrazione del fondo ha
autorizzato l'invio a tutti i soci della comunicazione
dell'importo spettante presunto e di un anticipo sullo stesso, da
versare in un'unica soluzione a gennaio. Il
patrimonio immobiliare è composto da strutture da destinare a uffici o attività
commerciali che comprende 24 ' immobili in prevalenza a Milano e 27 unità
immobiliari, quasi tutte agenzie bancarie date in affitto al gruppo Banca
intesa, situate in diverse regioni. Spiccano
per importanza il palazzo situato a Roma in via Veneto di fronte l'ambasciata
americana, un altro nel centro di Padova che ospitava una filiale Intesa e uno a
Firenze. A Milano i palazzi d'epoca che andranno all'asta sono situati in strade
centralissime (tra cui via Dante, via Mazzini e via Torino Oltre
Lehman brothers che si occuperà dell'organizzazione dell'asta, lo studio
Pedersoli seguirà gli aspetti legali, mentre Deloitte seguirà l'iter di
vendita assicurando il rispetto delle condizioni poste dal cda a Lehman. La
certificazione del bilancio è affidata a Pricewaterhouse & Cooper Milano 13
Gennaio 06 :=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:=:= Fondi
pensione: negli
USA, a rischio anche le pensioni dei lavoratori di IBM, Verizon, DeLPHI,
FORD, EXXON, GM. Un
ulteriore conferma che i fondi pensione non sono in grado di assicurare un
trattamento pensionistico. Negli USA
il buco dei fondi pensione diventa sempre più profondo ed allarmante; alcuni
istituti stimano in 400 miliardi di dollari nel 2004, gli impegni previdenziali
non coperti. In
questi giorni IBM,
che denuncia un deficit di 7,4 m.di di dollari sugli impegni previdenziali, ha
annunciato che dal 2008 trasformerà il fondo pensionistico aziendale passando
dal sistema a prestazione definita ad uno che aggancia le prestazioni
all’andamento dei mercati finanziari. Con
questa modifica le
pensioni erogate ai lavoratori si ridurranno di tre miliardi di dollari entro il
2010. Il sistema pensionistico americano è molto differente da quello europeo. La Social Security, l’Inps USA, paga il 35-40% dell’ultimo stipendio. In passato
le grandi imprese hanno definito, attraverso contratto, piani pensionistici e
sanitari a prestazioni definite. La scelta è convenuta alle aziende perché
consentiva di non pagare aumenti salariali immediati. L’andamento
negativo della borsa
ed il calo dei tassi hanno reso più costoso il mantenimento futuro degli
impegni assunti. Anche
altri colossi USA denunciano deficit
pensionistici considerevoli. Nel
settore telecomunicazioni VERIZON ha varato un piano di tagli alle pensioni con
l’obiettivo di risparmiare 3 miliardi di dollari in dieci anni. Nella componentistica Auto il gruppo DELPHI è
fallito trasferendo 12 miliardi di dollari a General Motor che a sua
volta ha oltre 16 miliardi di dollari di deficit Ford ed
EXON hanno deficit
pensionistici superiori a 7,4 miliardi di dollari. Ne
discende che la pensione di migliaia di lavoratori è seriamente messa in
discussione, in quanto anche l’assicurazione federale che dovrebbe garantire
su eventuali crac pensionistici, ha le casse prosciugate dopo la garanzia
di 6,6 miliardi concessa al fondo della United Airlines. Quello che accade negli
USA e non solo, conferma ulteriormente la validità della nostra battaglia
contro lo scippo del TFR a favore del fondi pensione e per il rilancio della
previdenza pubblica. Roma 10
Gennaio 2006 |
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