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CUB
di Varese e Provincia -
15 aprile 2005
- Convegno
e dibattito presso la sala cinematografica del circolo Coopuf in
Via De Cristoforis, 5 Varese Il Lavoro precario: atipico, interinale, cooperativo, di formazione, coco-pro, a chiamata, ect. ect. Dal
ricatto individuale alla risposta collettiva
Primo
maggio in MayDayParade 005 L’iniziativa
ha il fine di far conoscere la situazione dei milioni di lavoratrici e
lavoratori precari che vivono nell’incertezza di un reddito che possa
garantire loro una vita decente senza l’obbligo di svendere i propri diritti
costituzionali da Cittadini e Lavoratori.I precari non hanno diritto ai
normali diritti sanciti dallo Statuto dei Lavoratori, maternità, malattia e/o
infortunio, nessun indennizzo in caso di licenziamento, tutela della propria
salute, pensione o qualsiasi forma di ammortizzatori sociali, nessun diritto
sindacale. Sfruttati
e sottopagati non possono permettersi nessun credito, in quanto non garantiti,
come per l’acquisto della casa o di altri beni indispensabili a condurre una
vita dignitosa in una società sempre più individualista basata sullo
sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Questi
sono il frutto nato dalla concertazione politico-sindacale che per anni
ha demolito, e tutt’ora continua a smantellare tutto ciò per cui la classe
lavoratrice ha lottato in passato. h.
9.30 – Introduzione:
Seguiranno gli interventi programmati:
Si
prevede l’interruzione dei lavori per il pranzo, presso il ristorante interno
“L’Undicesimo”, offerto dalla CUB a tutti i partecipanti che
comunicheranno la propria adesione entro martedì 12 aprile presso le sedi CUB
di Varese e Provincia. I lavori si concluderanno intorno alle ore 17.30 Durante
il convegno, saranno distribuiti, gratuitamente a tutti, documenti riguardanti i
vari argomenti toccati dai
relatori.
Inoltre si informano i partecipanti che è stata istituita dal sindacato CUB una
libera sottoscrizione a sostegno della delegata sindacale Greta Libralon, ex
socia-lavoratrice licenziata per ritorsione
dalla cooperativa CIS. Ben venuta tra noi Serpica Naro Il rumore sincopato della ruota metallica sulla rotaia cadenza il ritmo dei miei pensieri. Ombre scure si allungano negli interstizi del mio cervello. Non che la mia vita vada male, anzi; da quella notte, dall'apparizione di sanprecario tante cose sono cambiate. Sorrido ancora quando ripenso al momento in cui lo racco-ntai ai miei amici : "oh ma che droga usi, lo stress ti ha cortocircuitato l'impianto cerebrale?” e via cazzate simili a non finire, quasi mi prendevano per pazzo. Qualcosa però s'era rotto,
alla notizia del turno domenicale tutto il call center s'era sollevato. Prima il
picchetto, poi l'occupazione e quel bastardo del capo per la prima volta a testa
bassa. Ci ha odiato, ma è arrivato tardi noi odiamo lui dal primo giorno di
lavoro. Poi mi hanno assunto. Non
rimarrò in quel posto per altri tre mesi però adesso ho le ferie, la malattia
e i turni regolari e lo spacca co-glioni la testa non l'ha risollevata. Mi son
pure fidanzato, che voglio di più? Eppure quest'ansia non mi molla. Ieri sera non sono neanche uscito, m’annoia tutto. Il sabato in centro, il giro
nei negozi, il cinema, per non parlare dei locali sempre più cari sempre più
uguali. Che palle. Mi riprendo in un secondo. Ma che minchia di fermata è
questa? Devo aver saltato la mia : devo scendere! Da solo?! Incredibile. Il solo ad essere sceso dalla
metropolitana. In verità c’è anche quella ragazza, ma da dove è sbucata?! E
che stazione è questa? E' immensa, contorta meglio chiedere come uscirne se no
mi perdo "Ehi, ehi ascolta, mi sai dire come faccio ad andare
nell’altra banchina che non mi riesco ad orientare”. Si gira. Mi guarda. E'
bellissima. Irradia forza ed energia. Convinzione. Non rie-sco a capire se è lei
o sono i suoi vestiti ad essere così vivaci. Pare orientale. Sembra una dea.
Ha una cicatrice sotto l'occhio sinistro, il suo sguardo mi ha impallato. Sono
confuso, stordito; sento le gambe molli e lo stomaco in sub-buglio. Infine emetto un flebile suono "Ciao, scusami, e che mi sono perso devo prendere il metro per tornare indietro, ho sbagliato a..." Non mi lascia finire, mi sommerge di parole: "Guarda che per riprendere il controllo della propria vita non basta cavalcare la tigre del lavoro" Non capisco, ma non faccio in tempo a dirle niente, con decisione continua: "Esiste un drago nel mio pa-ese che gioca sempre con sé e con i fanciulli e le fanciulle che hanno il coraggio di accarez-zarlo. Gira e rigira su se stesso, si colora, danza, s’agita e segue sempre il ritmo dei propri desideri e dei desideri delle persone con cui passa il tempo. Le sue forme sono sinuose,
il suo ritmo è travolgente, le linee del corpo mutevoli, i suoi occhi
proiettano sequenze vitali uniche, irripetibili e sempre sorprendenti. Si nar-ra
che il suo lungo corpo fluisca senza assumere mai la stessa posizione. Si
racconta, di come i suoi pensieri nascano sempre dal cuore dei presenti e di
co-me questi vengano dipinti dalle cromature
sacre delle menti dei puri astanti". Rimango a bocca aperta, e lei mi scruta sempre più profondamente, lapidaria: "Me l'ha detto sanprecario che sei un po' duro di comprendonio, non lasciare che la tua vita venga disegnata da chi non conosci, da chi ti usa per arricchirsi: così non sarai mai te stesso. Ma non essere tanto presuntuoso da pensare di poter essere autosufficiente, unico e particolare. Diventeresti ben presto come loro, cambieresti semplicemente punto di vista e non di vita. In te c'è l'artista e lo stilista che cerchi e nei precari e nelle precarie che ti circondano e nel mondo che vi avvolge ci sono le pagine bianche o se preferisci c'è la tela immacolata su cui porre mano. La vostra mano. Diventa Drago, diventate stilisti della vostra vita”. Sono esterrefatto, non ho capito un cazzo, sento solo il cigolare della vet-tura che si ferma e il tocco del suo corpo che leggero come un alito di vento mi spinge dentro. Vorrei dirle qualcosa ma non mi viene niente e mentre la carcas-sa riparte faccio in tempo solo a leggere il nome della stazione: Serpica Naro. Il
Precariato veste Serpica Naro, prega S.Precario e si Ribella! Rilanciamo
il conflitto senza arrenderci alle finte logiche di mercato, i Lavoratori
producono ricchezza, quindi pretendono diritti e salari dignitosi. Solo uscendo
dall’individualismo, facendo proprie le Lotte di chi ti sta al fianco, di chi
affronta giornalmente i tuoi stessi problemi di lavoro, di chi vuole una società
basata sull’uguaglianza, soltanto così possiamo contrastare la brutale deriva
liberista che crea precarizzazione e povertà.
Todos Caballeros!
La CUB
invita tutti a partecipare alla MayDayParade 005 del primo maggio,
concentramento in p.zza
XIV maggio alle ore 15.00 a Milano. Stai
dalla tua parte! Organizzati
con la CUB! Sedi
di zona: Castellanza
21053 (Va) v. Roma 2 tel./fax 0331-501792 Varese
21100
v. De Cristoforis 5 tel./fax 0332-239163 e.mail cubvarese@tin.it
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