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PONTE NO: FERMIAMOLI ADESSO IL 6 AGOSTO A MESSINA CORTEO NAZIONALE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO Nonostante le debacle elettorali ed i fallimenti economici e sociali la compagine governativa continua a proporre l’operazione ponte sullo stretto come copertura di quella totale assenza progettuale per il meridione che giunge fino al delirio di pensare alla messa in vendita delle spiagge. In questi anni di mobilitazioni e lotte contro il mega-mostro abbiamo ampiamente messo in luce tutti i disastri che l’opera provocherebbe. Lo abbiamo fatto con dovizia di particolari e sostenuti da un coinvolgimento popolare crescente. Dal 1. campeggio di lotta
contro il ponte sono passati tre anni. Allora, intuendo che si poteva passare
dalla fase della convegnistica all’iniziativa di piazza, investimmo tutte le
nostre energie in un progetto che si è, poi, rivelato fondato, tant’è che le
dimensioni delle manifestazioni hanno avuto una crescita esponenziale. Da quel
primo momento sono cambiate tante cose. Sono nati comitati, reti, movimenti come
espressione di una posizione anti-ponte che si andava consolidando. Alcuni
settori della stessa classe politica che al livello nazionale si esprimono in
favore alla costruzione del ponte, in riva allo stretto si scoprono difensori
del territorio. Sintomo che il peso elettorale del “no ponte” è cresciuto?
Chissà che anche questo non possa essere utile alla causa! Noi ci siamo sempre opposti alla prospettiva della devastazione ambientale e sociale che verrebbe causata dalla costruzione del ponte con la stessa determinazione e con lo stesso spirito con cui ci opponiamo alla politica di riduzione dei diritti sociali, all’aggressione alle garanzie del lavoro, allo smantellamento dello stato sociale. La legge Bossi-Fini, i centri di permanenza temporanea (veri e propri lager per i migranti), la legge 30 che aggrava il processo di precarizzazione del lavoro fino a disegnare uno scenario da nuovo caporalato, lo scippo del tfr, le privatizzazioni, la distruzione di scuola, università e sanità pubbliche, la dissennata politica di smaltimento dei rifiuti che dissemina il territorio meridionale di termovalorizzatori, lo scempio del ponte sullo stretto sono aspetti diversi di una politica unica che mescola neoliberismo di quart’ordine e speculazione. Per questo la battaglia contro la costruzione del ponte non può non essere inscritta dentro un percorso di resistenza che sappia contrapporre i diritti delle popolazioni meridionali e dei loro territori alla smania profittattrice delle consorterie politico-affaristico-mafiose. D’altronde le
ultime inchieste in ordine di tempo, quella della procura di Roma che ha svelato
il tentativo di Cosa nostra e ‘ndrangheta di mettere le mani sull’affare
ponte e quella relativa all’operazione “gioco d’azzardo”,
disegnano un intreccio di interessi che attraversa nel nostro territorio poteri
politici, imprenditoriali, giudiziari, criminali e ci danno il quadro dell’ambiente
pronto ad accogliere il flusso di miliardi destinati alla mega-opera.
Per questo la RETENOPONTE2005 si fa promotrice di un percorso di iniziative e mobilitazioni che culmineranno
ASSEMBLEA COSTITUTIVA DOMENICA 5 GIUGNO ORE 10.00 presso sede CUB Viale San
Martino, 268 (Messina) |
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