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Manifestazione
del 17 dicembre: per la lobby pro tav e per chi specula sulla distruzione
dell’ambiente “A sarà dura” Di
fronte alle minacce, alla prepotenza, alle stridule accuse della lobby pro tav,
il movimento ha saputo tenere duro e vincere ancora una volta. La manifestazione
di sabato 17 dicembre a Torino è stata straordinaria per diverse ragioni.
In primo luogo, la partecipazione
di molte decine di migliaia di persone nonostante una campagna di
criminalizzazione del movimento da parte del governo e della lobby pro tav. Nei
giorni precedenti, infatti, è stato evidente che i soliti noti evocavano
possibili violenze da parte di settori di manifestanti quando era perfettamente
chiara la scelta del movimento no tav, in tutte le sue componenti, di dare vita
ad una grande manifestazione pacifica come si è effettivamente svolta. La
manifestazione ha visto, contemporaneamente, la partecipazione di moltissimi
abitanti della Val di Susa, fra i quali diversi sindaci che hanno scelto di
partecipare nonostante i dubbi manifestati dalla Comunità montana, e di
cittadini di Torino e di moltissime località impegnati nei movimenti contro
tutte le nocività. Particolarmente
significativa è stata la robusta delegazione francese che dimostra come sia in
atto un’estensione del movimento sui due versanti delle Alpi. Già si è
stabilità una manifestazione comune che si terrà il 7 gennaio a Chambery. Nel
prossimo periodo, di conseguenza, il movimento no tav manterrà la mobilitazione
nella valle per impedire colpi di coda del governo e tentativi di imporre in
qualche modo il treno ad alta voracità e si svilupperà a livello italiano ed
europeo collegandosi con tutte le mobilitazioni analoghe. Insomma,
una scommessa vinta che apre interessanti prospettive. La
CUB ha sostenuto con forza la mobilitazione con scioperi, manifestazioni,
presidi ed alte iniziative e intende sviluppare l’iniziativa
*La
parola d’ordine del movimento no tav, a sarà dura, sintetizza una tradizione
di determinazione, di compattezza, di coerenza ai propri convincimenti che nella
storia ha caratterizzato le popolazioni della Val di Susa.
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