|
|
|
Sabato 5 Novembre dalle ore 10,00 alle ore 18,00 CAROVITA
DAY Apriamo
la vertenza "Riduzione
prezzi del 50%" L’appuntamento
per Milano è in Viale Piave n. 38-40 (MM
1 Porta Venezia) adiacenze Esselunga L'ascesa vertiginosa del carovita pone la popolazione meno abbiente in una condizione di disagio crescente, di prostrazione ed indigenza. All'aumento progressivo dei prezzi dei generi di prima necessità , ha corrisposto quello delle tariffe acqua-luce-gas, dei carburanti-assicurazioni-autostrade, dei trasporti dell'affitto di casa, per non parlare dei costi della scuola, dell'assistenza, della salute, della cultura. Il Governo Berlusconi e gran
parte delle Amministrazioni Locali hanno lasciato correre anzi ci hanno
lucrato sopra : vedi i ricavi delle "accise sui carburanti", l'IVA
sulle imposte di consumo e le addizionali regionali sulle bollette, l'ICI e le
altre gabelle locali, l'aumento del gravame fiscale sui Da almeno 3 anni si assiste ad
un generale impoverimento, tanto che la cittadinanza attiva ha ridotto i consumi
alimentari e tagliato le spese per il vestiario, la cultura, il week end e le
ferie. Il risparmio si è prosciugato a fronte del progressivo indebitamento e
si sono moltiplicati i Per reagire a questa catastrofe
annunciata, per riuscire a riguadagnare il potere d'acquisto, sia in termini di
recupero del reddito che di riduzione dei prezzi, i comitati dei
cittadini, le associazioni dei consumatori, i gruppi di acquisto e di scambio, i
sindacati di base, l'organizzazione degli
Con la partecipazione di Confederazione
Unitaria di Base-Rappresentanze di Base, Coordinamento milanese di solidarietà “Dalla
parte dei lavoratori”, ACU-Associazione Consumatori Utenti, Rete per il reddito sociale e i diritti, Altragricoltura-Foro contadino, CNCA-Coordinamento nazionale comitati agricoli autoconvocati .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. ACU
–Associazione Consumatori Utenti CNCA
COORDINAMENTO NAZIONALE COMITATI AGRICOLI AUTOCONVOCATI FORO
CONTADINO ALTRAGRICOLTURA CAROVITA DAY Sabato 5 novembre 2005 CONTADINI
E ALLEVATORI ALLEATI AI CITTADINI CONTRO
LA PRECARIETA’, PER IL REDDITO E I DIRITTI SOCIALI PER
UN MODELLO DI PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE, CONSUMO DEL CIBO CHE REMUNERI IL
LAVORO, RISPETTI IL TERRITORIO, GARANTISCA PREZZI GIUSTI A TUTTI I CITTADINI Chi
lavora la terra sta attraversando una profondissima crisi che mette in gioco la
sopravvivenza stessa dell’azienda contadina e del lavoro agricolo, trascinando
nella crisi interi territori esposti alla desertificazione sociale e la
condizione di vita di tutti i cittadini. La
posta in gioco per noi è chiara: il modello della globalizzazione sta
disegnando per l’Europa un destino senza contadini; un grande mercato di
consumi agroalimentari con la produzione consegnata nelle mani delle
multinazionali, di un’agricoltura come reparto all’aperto della produzione
industriale, e dei veri padroni delle filiere agroalimentari. I
cittadini italiani, così, pagherebbero due volte l’effetto di questo disegno:
con l’abbandono del lavoro di cura del territorio dalle campagne e
l’incremento dell’insicurezza sociale, ambientale ed economica e con
l’insicurezza alimentare che li esporrebbe sempre più agli effetti delle
crisi ricorrenti che colpiscono la salute (polli alla diossina, mucca pazza,
influenza aviaria, lingua blue, vino al metanolo, ecc..) e di prezzo che divide
i cittadini fra quelli che possono permettersi di pagare a caro prezzo la qualità
e quelli costretti alla schifezze dei discount. Gli
agricoltori hanno visto diminuire i loro margini, al punto tale che sempre più
spesso non conviene loro raccogliere ad esempio la frutta, dal momento che il
costo del lavoro della sola raccolta è già superiore, per unità di prodotto,
al prezzo pagato loro dal commerciante acquirente.
In
pratica gran parte della produzione dell’azienda contadina italiana (pari
all’80% delle aziende agricole) è destinata a scomparire dal mercato, non
solo Italia ma in tutta Europa. Il
fenomeno è tanto più grave se si considera che il costo dei mezzi tecnici
(carburanti, concimi, prodotti fitosanitari, macchine agricole) ed il costo del
denaro (prestiti e mutui) hanno letteralmente eroso non meno del 50% dei margini
aziendali dei contadini negli ultimi cinque anni. In pratica si assiste al fatto
che l’agricoltore vede aumentare i prezzi dei mezzi tecnici, ma non dei
prodotti agricoli che produce, che anzi gli
vengono pagati sempre meno. La
battaglia dei contadini è per la sopravvivenza dell’azienda produttrice, per
il reddito, per un uso corretto delle risorse pubbliche, per il diritto a
produrre un cibo sano, di qualità, in un territorio tutelato; in una parola per
la funzione sociale dell’agricoltura. I
motivi della nostra vertenza generale sono chiari: una
Politica Agricola Comune (PAC) che destini le risorse dei cittadini europei a
finanziare il lavoro, la qualità e la sicurezza delle produzioni, la funzione
sociale dell’agricoltura e non, come avviene adesso, la rendita improduttiva,
la funzione speculatrice, le grandi imprese e le multinazionali una agricoltura
senza ogm e brevetti sul vivente una agricoltura che risponda ai bisogni dei
cittadini, rispetti il diritto di ogni popolo alla Sovranità Alimentare,
stabilisca relazioni corrette ed eque negli scambi commerciali, contro il
dumping e le delocalizzazioni, fuori dalle regole del Wto una revisione generale
del sistema agricolo italiano, profondamente ingiusto per i contadini e i
cittadini, figlio degli errori del passato e dell’incapacità di arrivare
all’appuntamento con la globalizzazione con gli strumenti giusti: quelli che
rimettono al centro delle scelte politiche gli interessi delle persone e la
solidarietà PER
QUESTO SIAMO MOBILITATI IN QUESTA FASE IN TUTT’ITALIA PER RIVENDICARE IL
DIRITTO A SOPRAVVIVERE E RIAPRIRE UNA STAGIONE DI SPERANZA
NELLE CAMPAGNE Per questo siamo mobilitati
anche il 5 novembre per rivendicare i comuni diritti al reddito, contro
l’insicurezza e la precarietà sociale, sosteniamo gli obiettivi dei comitati
per la IV settimana e rivendichiamo: L’introduzione in tutti i
punti vendita della GDO, almeno per una settimana al mese, di un paniere
sociale di prodotti alimentari e non food essenziali, ricavato dal paniere Istat
(rilevazione periodica dei prezzi), con una riduzione del 50% del prezzo,
calcolato sull’attuale prezzo medio delle referenze di ciascuna categoria
merceologica definita nel periodo 1 gennaio–31 ottobre 2005
(esempio se il prezzo medio di tutte le referenze della pasta di semola
di grano duro in un punto vendita nel periodo in oggetto è pari a 1,00 €/kg ,
la nostra richiesta prevede che nell’ultima settimana del mese sia messa in
vendita almeno una marca di pasta prodotta in Italia a 0,50 €/kg); Insieme, nei Comitati
per la 4^ settimana abbiamo
individuato nella GDO una precisa controparte che nell’ambito degli attuali
meccanismi di funzionamento del cosiddetto libero mercato gioca un ruolo
fondamentale nel determinare i prezzi che i consumatori sostengono con
l’acquisto dei prodotti alimentari e di largo consumo non food, tanto
da ritenere oggi insignificante la “storica” funzione concorrenziale che la
GDO ha svolto in passato quando si trattava di mettere fuori mercato il
dettaglio tradizionale. Del resto i meccanismi della
formazione dei prezzi dalla produzione agricola al banco di vendita sono
controllati e determinati da elitès commerciali e finanziarie. Infatti, il
ricarico commerciale che la GDO applica, ad esempio all’ortofrutta nazionale,
è semplicemente il doppio del prezzo che essa
paga al proprio fornitore e quasi sempre tale valore è il doppio di
quello che il primo acquirente paga all’agricoltore. In una filiera commerciale
dove dovrebbero guadagnare agricoltori, raccoglitori, grossisti, trasformatori,
imballatori, trasportatori e venditori finali, chi sicuramente paga tutti è il
consumatore e chi paga per tutti è il
produttore agricolo !!! Ad esempio,
se all’agricoltore un chilogrammo di ciliege viene pagato 0,50 €, sul banco
del supermercato le stesse ciliegie vengono pagate dal consumatore 2,50-3,00
€. Non si trova quasi nulla, nel reparto ortofrutta di un qualsiasi
supermercato che costi meno di 1,50-2,00 Euro al chilogrammo ed
è certamente più facile incontrare prezzi che superano tranquillamente
3,00 € al chilogrammo anche per le verdure
e frutta in piena stagione. La reazione dei consumatori a questa situazione è
stata quella di ridurre gli acquisti di oltre il 12% in un anno ! Per questo: La GDO deve assicurare di
acquistare innanzitutto tutta la
produzione disponibile di prodotti
agro-alimentari e zootecnici nazionali,
prima di rivolgersi alle produzioni e ai mercati internazionali, garantendo una
giusta remunerazione dei produttori agricoli italiani; Chiediamo alle
amministrazioni regionali che nell’assegnare
le nuove licenze a ipermercati e
centri commerciali, impongano a
tutti i soggetti licenziatari l’obbligo della sottoscrizione di clausole
sociali quali l’acquisto di prodotti nazionali e la giusta remunerazione dei
produttori agricoli anche attraverso l’istituzione di tavoli di mediazione tra
Regione, agricoltori, GDO e
rappresentanze dei cittadini consumatori/lavoratori; così pure le Regioni
devono impegnarsi ad introdurre entro 12 mesi tali clausole sociali nelle
licenze finora concesse; Chiediamo a ciascuna Regione
di istituire i tavoli sulla sovranità
alimentare coinvolgendo anche i
contadini autorganizzati, le rappresentanze dei consumatori, dei cittadini, dei
lavoratori precari e senza lavoro con il prioritario obiettivo di assicurare
l’esistenza economica e sociale delle
aziende contadine del proprio territorio, la tutela del territorio, la
promozione di produzioni di qualità, lo sviluppo dei mercati locali, la
promozione della filiera corta (produttore-consumatore), introducendo un nuovo
paradigma nella Politica agraria che premi il lavoro nelle campagne e contrasti
con tutte le energie le speculazioni di ogni tipo; Chiediamo ai Comuni
italiani, anche aggregati tra loro, di mettere a disposizione dei contadini,
dell’artigianato e delle attività sociali, adeguati spazi attrezzati per la
compravendita di prodotti locali con una puntuale vigilanza relativamente alla sicurezza, la qualità ed i
prezzi. Chiediamo che tutti i
cittadini e consumatori possano diventare i controllori dei prezzi sul mercato,
rilevando i prezzi dei propri acquisti per segnalarli, anche via internet, a
centri di raccolta presso i Comuni e le Prefetture. IL
16 NOVEMBRE I COMITATI AGRICOLI AUTOCONVOCATI DI TUTT’ITALIA SARANNO A ROMA
MOBILITATI PER CHIEDERE MISURE URGENTI SULLA FINANZIARIA E L’AVVIO DI UN VERO
CAMBIAMENTO. BATTITI CON NOI .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. Milano 04 novembre 2005 COMUNICATO
STAMPA AL
CAROVITA DAY ESSELUNGA
E COOP RISPONDONO CON PREZZI
CIVETTA Domani 05 novembre, in diverse città italiane, partono le
iniziative dei “Comitati per la quarta
settimana” promosse da diverse Organizzazioni tra le quali anche ACU. Il Coordinamento nazionale dei Comitati, nei giorni scorsi,
ha inoltrato una lettera a: Federdistribuzione
(che rappresenta la gran parte delle catene distributive in Italia), Coop,
Conad, Confesercenti e a Confcommercio
per chiedere degli incontri
in merito alla vertenza “Riduciamo
i prezzi del 50%”. Ebbene,
come rispondono Coop ed Esselunga in Lombardia? Sui quotidiani lombardi di questi giorni pagine
intere di pubblicità propongono sconti fino al 50% per poco meno di 20
referenze. Si tratta di prezzi civetta
che mirano ad attrarre i consumatori ma non rispondono affatto alle richieste
dei medesimi! Ipercoop si spinge “addirittura”
a proporre uno sconto del 10% su tutti i prodotti, ma solo per i propri
soci, e comunque solo per 14 giorni! Non è questo che chiedono i “Comitati per la quarta
settimana”, ma l’introduzione
in tutti i punti vendita della GDO,
almeno per una settimana al mese, di un paniere sociale di prodotti alimentari e
non food essenziali, ricavato dal paniere Istat con una riduzione del 50% del
prezzo, calcolato sull’attuale prezzo medio delle referenze di ciascuna
categoria merceologica definita nel periodo 1 gennaio-31 ottobre 2005. PARTECIPA
AL CAROVITA DAY DOMANI SABATO 5 NOVEMBRE ORE 10-18, VIALE
PIAVE 38-40 PRESIDIO NELLE ADIACENZE ESSELUNGA. Ufficio stampa: tel.02/66154126
|
|