Comunicato dei ricercatori precari
per la Casa delle Culture di Trieste
Delitti (?) e castighi
Sabato 20 agosto i carabinieri hanno sequestrato tutti i computer della Casa delle Culture di Trieste, nell'ambito di un procedimento contro ignoti per associazione a delinquere volta all'occupazione abusiva degli alloggi di edilizia pubblica.
Oggetto dell'accusa è per il momento lo Sportello degli Invisibili, una realtà seria ed efficiente del sindacalismo di base, diremmo quasi un esperimento di sindacalismo sociale, perché si occupa di soggetti esclusi come i migranti (la vertenza Idealservice) e i precari, e di temi, come il diritto alla casa, che sono spesso fuori dagli schemi del sindacalismo tradizionale. Un lavoro faticoso per chi lo fa e utile per tutti, che a noi sembra più encomiabile che delinquenziale.
La Casa delle Culture, un luogo d'incontro prezioso per la società e la cultura creativa di Trieste, rischia intanto di ritrovarsi paralizzata dalla sottrazione di tutto il materiale informatico, compreso quello non riguardante l'attività sindacale.
Questo è un grave rischio per Trieste, perché senza la Casa delle Culture la città sarebbe ancora più silenziosa, tanto silenziosa da sembrare muta. Infine, proprio perché la Casa delle Culture svolge un ruolo di nodo nella rete dei movimenti, su quei computer ci sono dati che riguardano chiunque a Trieste e dintorni abbia partecipato negli ultimi anni ad un percorso di discussione e si sia battuto per i diritti sociali (compresi, nel nostro piccolo, noi ricercatori precari triestini). Sorge spontaneo il sospetto che raccogliere e schedare questa massa di informazioni, prassi ormai sempre più diffusa contro il movimento, fosse almeno uno degli obiettivi di questa operazione, oltre a quelli, comuni a tutte le forme di controllo, di creare paura e di ostacolare il più possibile qualsiasi attività politica e sindacale volta a mettere in discussione il sistema economico/politico in cui viviamo.
Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà alle ragazze e ai ragazzi degli Invisibili, il cui lavoro è insostituibile e speriamo non venga fermato da misure repressive, e della Casa delle Culture, un luogo indispensabile per Trieste, e che sentiamo anche nostro.
Riteniamo inoltre indispensabile che si ponga, anche a livello delle forze politiche istituzionali, il problema delle sempre più massiccia repressione dei movimenti di lotta e sosteniamo quindi le campagne volte ad ottenere un'amnistia generalizzata per i movimenti e l'abolizione dei reati associativi.
Rete nazionale ricercatori precari – Trieste
Trieste 1 settembre 2005