|
|
|
OCCUPAZIONE
E SOSTEGNO AL REDDITO: 8 E 9 FEBBRAIO PRESIDIO Superamento della Cassa integrazione, ritiro dei
licenziamenti, politica industriale, costituzione di un fondo regionale di
sostegno al reddito per garantire livelli di vita dignitosa a precari,
lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, disoccupati e pensionati.
Lavoro stabile per i lavoratori precari presenti negli enti pubblici. Anche in Lombardia, la regione più ricca d’Italia,
migliaia di lavoratori, circa 60.000, vedono compromesso il posto di lavoro, la
struttura industriale si restringe sempre più, i nuovi posti vengono offerti
sempre più dai servizi dove regna la precarietà assoluta in termini di
diritti, retribuzione, professionalità e durata del contratto. Contrariamente a
quanto dicono i sostenitori del liberismo, il mercato facilmente distrugge posti
di lavoro, difficilmente offre alternative occupazionali a chi il lavoro lo
perde. Serve quindi un ruolo attivo delle istituzioni
per delineare soluzioni che sottraggono i lavoratori ad una prospettiva
di precarietà e contrastino la chiusura delle attività industriali. Fino ad oggi questo ruolo di indirizzo politico la Giunta
della Regione Lombardia non lo ha
svolto e anche laddove vi si è cimentata, vedi vertenza Arese, non è stata in
grado di delineare percorsi credibili. La Cub, nei giorni 8 e 9 febbraio a partire dalle ore 10,
organizza un presidio e colloca un gazebo davanti al palazzo della Regione
Lombardia per sollecitare la presidenza della giunta regionale ad affrontare le
situazioni di crisi occupazionali presenti in regione a partire dall’ Alfa,
Siemens, ABB, Candy, ex Necchi, Pietro Mazzone spa ecc, e la costituzione del
fondo regionale di sostegno al reddito per i lavoratori in Cigs, in mobilità,
precari, disoccupati e pensionati già presentato alla regione. La Cub rivendica inoltre un intervento della presidenza della giunta per trasformare i rapporti di lavoro precari presenti negli enti pubblici in occupazione stabile. Le situazioni più significative Fiat Auto. I lavoratori di Arese vivono una condizione
sempre più insostenibile. La società dal 2002,
ha praticamente cancellato tutte le attività produttive. La Cigs è
stata rinnovata per il quarto anno consecutivo e l’indennità è ormai ridotta
del 30%. Nello stabilimento di Arese sono attualmente in Cigs 376 lavoratori di
Fiat Auto, 130 di Powertrain e 6 di Purchasing (in Cig ordinaria) per un totale
di 512 lavoratori. I progetti di reindustrializzazione promossi dalla Regione
sono rimasti solo delle enunciazioni. Siemens. La
società si appresta a chiudere le attività produttive a Cassina de Pecchi ,
localizzandole in parte a Marcianise, in parte a terzi in Lombardia , creando di
conseguenza circa 600 esuberi. Abb T&D di Legnano. Ha comunicato la
decisione di chiudere lo stabilimento di Trasformatori di Legnano, e ha avviato
contemporaneamente la procedura di licenziamento per tutti i 249 lavoratori
occupati. Gruppo Candy. Ha deciso di chiudere lo
stabilimento di frigoriferi Donora con lo spostamento delle produzioni a
Podborany in Repubblica Ceca. Ex Necchi. Da anni per centinaia di lavoratori
non si prospetta alcuna ipotesi di reimpiego. Pietro Mazzoni spa. Appalti ferroviari
addetti alla pulizia dei treni.150 lavoratori sono in cassa integrazione da 3
anni e si prospetta il prolungamento anche per il
4° anno. Nel contempo viene subappaltato il lavoro a cooperative e
continua il degrado nel livello di pulizia dei treni. La Cub rivendica il superamento della Cigs, il ritiro dei
licenziamenti, un intervento attivo della
Regione Lombardia nella definizione di una politica che contrasti la
deindustrializzazione e la disoccupazione, la costituzione di un fondo di
sostegno al reddito per i cassintegrati, licenziati, precari, pensionati e
lavoro stabile per i lavoratori precari presenti negli enti pubblici. Milano 1 febbraio 2006 CUB- Confederazione Unitaria di Base |
|