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maggio 2005 MAYDAY, MAYDAY!
EUROMAYDAY2005 Precarie
e Precari del mondo, agitiamo & scioperiamo per un'Europa aperta, libera,
ribelle Mayday non è soltanto un evento estemporaneo durante il primo di Maggio. La
parata della Mayday è un percorso che
si manifesta ed espande il primo Maggio per
le strade delle città, trasformandole, e durante il
resto dell'anno
invece si manifesta attraverso convergenze e complicità, quando mettiamo in
rete azioni persone e progetti con pratiche dal basso e orizzontali. Quest'anno
più che mai in 14 città europee si replicano svariate Mayday, e anche in
Italia, alle tradizionali scadenze di Milano e Palermo, si aggiungono L'Aquila
Viterbo e Napoli. Chi
fa la Mayday? Chi la convoca? I
precari/e stess*! Quelli che vedete stanchi in metrò andando o tornando dal
lavoro, quelli che vedete vendervi sorrisi, con il loro lavoro da
standisti, o quelli che non vedete perché sono dietro le quinte. Alla
Mayday ci avete visto sorridere, esprimere, creare, ispirare. Una
cosa è molto chiara: questa precarietà oggi non investe solo le condizioni
lavorative, ma è in grado di ristrutturare interamente la nostra vita ed i
luoghi in cui questa si svolge. Ci comprano, vendono, ipnotizzano con i
massmedia, ci trasformano in perfetti consumatori, sfruttano, ci rubano e
rivendono le nostre emozioni e i nostri desideri, ma soprattutto ci atomizzano
ci e isolano. Il peggiore destino è la routine, soli ad orbitare tra ufficio,
metrò, televisione, bar. Mayday
vuole essere una occasione per uscire, prima dall'isolamento mentale e poi, un
passo alla volta, dalla precarizzazione stessa. Perché
Mayday semina complicità, crea convergenze, permette forme di autorganizzazione
dal basso. Ma
non soltanto il primo Maggio. Quest'anno in particolare, partiamo dal 2 aprile,
giornata dedicata alle lotte dei migranti. Il 19 vi sarà il lancio del
countdown Mayday. Il Count-Down terminerà la mattina stessa del 01/05/05,
giornata nella quale sarà per altro convocato uno sciopero del commercio, per
le ultime iniziative prima delle Parate. Sono
sempre di più i tentativi di appropriazione dei prodotti del nostro lavoro,
della nostra immaginazione, delle relazioni, delle comunità. La precarizzazione
viene usata come chiave per uno sfruttamento sempre maggiore e per una sempre
maggiore abilità nel controllo sociale, che è uno dei principali fattori di
annichilimento dei movimenti di lotta e dello stesso concetto di umanità. Ogni
aspetto della nostra esistenza di precari/e, di intermittenti, di giovani,
di vecchi/e, di cognitari o di lavoratori cosiddetti garantiti viene sottoposto
a continui ricatti, aggressioni e negazioni: dalle condizioni abitative e
ambientali al reddito eroso dalla morsa del caro-vita e del lavoro sempre più
intermittente e meno tutelato; dal taglio delle pensioni all'impossibilità di
accedere a servizi pubblici sempre più smantellati e privatizzati; dalla
precarizzazione dell'accesso ai saperi e alla formazione fino alla precarietà
più assoluta della vita in un epoca di guerra globale permanente. Precarietà
ben esemplificata infine dai migranti, che subiscono la negazione
assoluta delle libertà civili e dei diritti sociali e di cittadinanza. A
tutto questo vogliamo rispondere con una pluralità ampia di pratiche ed
esperimenti, contro ogni logica esclusivistica e ogni affermazione di gerarchie
o centralità di soggetti e forme di lotta. Vogliamo
l'abrogazione delle leggi xenofobe, la chiusura dei CPT (Centri di Permanenza
Temporanea, altrimenti noti come lager per migranti) e la fine immediata delle
deportazioni. Vogliamo diritti di cittadinanza e libertà di movimento e
circolazione per tutti i migranti e le migranti. Non
vogliamo più aspettare l'accesso a diritti e reddito, perché la nostra vita è
qui ed ora, e non può attendere. Ci riapproprieremo di ciò che é nostro per
la nostra stessa condizione di esseri umani: occuperemo
case e spazi sociali; faremo autoriduzioni e nuove forme di contrattazione
sociale contro il caro-vita; garantiremo la libera circolazione delle persone;
chiuderemo le discariche che distruggono il territorio, gli inceneritori e le
fabbriche di morte. Solidarizziamo
incondizionatamente con chi a Roma, Milano, Genova, Torino, Padova,
Trento, Brescia, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Pisa, Livorno, Napoli,
Afragola, Bari, Taranto, Cosenza, Messina , Palermo, Nuoro, Sassari, Scanzano,
Civitavecchia, Acerra, viene colpito dalla repressione, viene denunciato,
arrestato, processato, condannato - per aver fatto vivere queste pratiche di
riappropriazione, per aver reclamato diritti-bisogni negati, rivendicato
giustizia sociale e libertà fondamentali: già almeno 15.000 persone sono sotto
inchiesta dal '99 ad oggi, per reati che vanno "dal danneggiamento alla
resistenza", "dall'interruzione di pubblico servizio al blocco
stradale-ferroviario" , "dall'estorsione alla rapina aggravata" , "dall' associazione a delinquere a quella
sovversiva" , "dalla cospirazione all'eversione dell'ordine
democratico". Denunciamo
la Santa Alleanza che puntualmente si crea fra Polo di
Centrodestra e l'Unione di Centrosinistra quando si tratta di trasformare
le lotte sociali in questioni di ordine pubblico e di limitare gli
spazi di agibilità politica dei movimenti. Sappiamo
inoltre che il terreno del monopolio (da parte del potere) della comunicazione,
dei saperi e dei linguaggi, è anch'esso oggi assolutamente strategico sia per
il controllo sociale che per la valorizzazione del capitale, ed è uno dei perni
intorno ai quali ruotano i processi
di espropriazione e precarizzazione. A questo rispondiamo con le pratiche di
condivisione della conoscenza, di pirataggio e copyleft, di autoformazione,
autogestione e socializzazione dei saperi, come forme ulteriori di riconquista
di reddito, diritti e spazi di libertà. Ma
siamo anche per la riappropriazione e creazione di nuove culture ed immaginari
della liberazione, da San Precario alla "operazione Serpica Naro".
Siamo contro l'espropriazione di questi nuovi immaginari da parte dei partiti a
fini elettorali, o delle aziende a fini di profitto. Riaffermiamo
quindi l'autonomia e l'alternatività della MayDay Parade rispetto
alle celebrazioni del primo maggio dei sindacati confederali, al
concertone di Piazza San Giovanni a Roma così come alla manifestazione
nazionale convocata a Napoli-Scampia, perchè altri sono i nostri metodi e contenuti. Da
un lato sta la corresponsabilità dei sindacati confederali
nei processi di precarizzazione (appoggio di CGIL, CISL e UIL al Patto
Treu nel 1997, e di CISL e UIL alla
Legge 30/Biagi nel 2003). Dall'altro lato sta la nostra scelta dell'autorganizzazione
e del conflitto che metta al centro i
bisogni ed i diritti sociali, contro le logiche delle compatibilità, della
concertazione e della precarizzazione. **************************************************************************************** Amsterdam,
Barcelona, Copenhagen, Hamburg, Helsinki, Jyväskylä, L'Aquila, Leon, Liege,
Ljubjana, London, Maribor, Marseille, Milano, Napoli, Palermo, Paris, Sevilla,
Stockholm, Wien **************************************************************************************** EURO
MAYDAY PARADE 005 I°
Maggio a Milano ore 14.00 p.zza XXIV Maggio - Porta Ticinese - Prendi
il volantino EUROMAYDAY2005 |
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