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COMUNICATO
STAMPA EUROMAYDAYPARADE
2005 PRECARIE
E PRECARI DEL MONDO COSPIRIAMO & SCIOPERIAMO X UN’EUROPA LIBERA, APERTA,
RADICALE LA
GRANDE PARADE EUROPEA IL
PRIMO MAGGIO IN
CONTEMPORANEA A MILANO,
LONDRA, PARIGI, BARCELLONA,
AMSTERDAM,
GINEVRA, HELSINKI, COPENHAGEN, HAMBURG, LIÈGE, LJUBJANA, STOCKHOLM, MARIBOR,
SEVILLA, NAPOLI, PALERMO,L’AQUILA… Contro
la precarietà saremo oltre centomila per le strade di Milano e più di un
milione a manifestare in tutta Europa I
PRECARI, milioni di donne e di uomini che in Italia e in Europa lavorano a
futuro indeterminato e a salario incerto, che sgobbano di notte e di giorno,
di sabato e di domenica, che non possono programmare vacanze, milioni di persone
che non possiedono più né vita né affetti, ormai dati interamente in
pegno alle imprese in cambio di assenza di protezioni sociali, in cambio di
mancato accesso a casa, sanità, istruzione, scendono NUOVAMENTE per le
strade. Oggi è il giorno della conferenza stampa di presentazione della manifestazione ma il countdown verso la Mayday è già iniziato da tempo con una serie di azioni/mobilitazioni di precarie e precari. L’Euro
Mayday Parade è il giorno delle parade dei precari e delle cognitarie, quelle
della creatività
delle moltitudini che articolano consenso intorno a pratiche di conflitto
incompatibili con il sistema dell’ordine neoliberista. Non è una
manifestazione rituale. Infatti
i percorsi che attraversano il primo maggio sono tutte
le insorgenze precarie che praticano l’autonomia del movimento come
autogestione della vita, quindi ricercano continuità contro la
frammentazione, socialità contro la disgregazione. La MaydayParade, nata nel 2001 grazie a Chaiworkers e alla CUB, Confederazione Unitaria di Base, ha messo la bruciante questione della precarietà al centro dell'attenzione nazionale e continentale. Giunta alla quinta edizione la Mayday Parade da Milano è cresciuta fino a divenire pienamente europea. Venti metropoli e città europee hanno costruito dal basso il primo maggio continentale del lavoro flessibile contro la precarietà. In Italia tutto è partito grazie a Chainworkers e alla CUB, confederazione Unitaria di Base che in questi anni hanno fatto crescere la Mayday Parade ridando significato al Primo Maggio. Ma
la Mayday, il Primo Maggio di lotta, è di tutti e di tutte. Euro Mayday 005 è
un movimento in continua evoluzione, un fiume che risveglia le coscienze
addormentate, un carnevale allegro e festoso che mette l’accento su problemi
maledettamente seri. L’
Euro Mayday Parade 005 pone la precarietà e le rivendicazioni dei precari come
punti fondanti del dibattito politico e delle proposte sociali. Si chiedono: garanzia della continuità di reddito per tutte e per tutti, salario minimo europeo per arrestare il dumping sociale; accesso universale alle prestazioni sociali fondamentali come maternità, ferie, malattia, infortunio; accesso gratuito o fortemente sussidiato a servizi di base come casa, trasporti, connettività, cultura, conoscenza; incentivi a un'economia dell'innovazione e della creazione fondata sulle comunità di pari e l'assenza di copyright. L’istruzione
non è né libera né pubblica, la sanità tende ad essere privilegio di pochi,
il diritto alla casa è sempre meno garantito, il diritto di migrare diventa un
reato da scontare nei centri di permanenza temporanea: questi non sono che pochi
flash puntati sulla realtà agghiacciante che
mostrano
come le nostre vite tendano ad una precarietà cronica… Capire la precarietà significa vedere quel filo che ne lega i centri produttori: innanzitutto la guerra, vera matrice di ogni forma di instabilità, poi le agenzie di lavoro interinale e le catene multinazionali che si nutrono della vita dei lavoratori atipici (la maggioranza dei nuovi assunti). “Infatti
noi confermiamo il 1° Maggio come giornata di lotta – afferma Walter
Montagnoli, coordinatore nazionale CUB – e sottolineiamo l’essere
alternativi alla manifestazione di Cgil Cisl e Uil che, concertando concertando,
hanno portato a questo disastro. Cgil-Cisl-Uil
infatti ripropongono la politica concertativa che ha spianato la strada alle
politiche antisociali di Berlusconi e di Confindustria e che ha reso precario e
sottopagato il lavoro, ridimensionato la previdenza pubblica a favore dei fondi
pensione, favorito la
trasformazione della scuola in azienda, della salute in merce…Confermiamo
il primo maggio come giornata di lotta –continua Montagnoli -anche
proclamando lo sciopero delle catene della grande distribuzione che
rappresentano uno dei templi dello sfruttamento come una delle tante
azioni simboliche anche se sottolineiamo che il precariato è molto più
ampio, perché ingloba, oltre al terziariato degli ipermercati e delle catene
commerciali, dei servizi alle imprese e alle persone, il cognitariato della
tecnologia dell’informazione e dell’industria della comunicazione. Per
questo faremo ancora picchetti la mattina del primo maggio davanti ai centri
commerciali,
per questo abbiamo pensato di dichiarare anche quest’anno lo SCIOPERO
che l’anno scorso ha fatto chiudere quasi tutti i supermercati
e le catene commerciali che altrimenti avrebbero costretto migliaia di precari a
lavorare impedendo loro di festeggiare il primo maggio. Ma
è anche per questo allargamento infinito della precarietà che dichiariamo che
la lotta è e sarà sempre più ampia e sempre più estesa. I precari sono
ovunque e stanno prendendo coscienza dei loro diritti negati, delle loro vite
vampirizzate. E dunque le mobilt/azioni continueranno ovunque, compresi i luoghi
del sapere e della cultura”. Forse
non è ancora abbastanza chiaro a tutti che la
precarietà oggi è la condizione di vita e lavoro più diffusa in Europa.
Colpisce chiunque e ovunque, l'Europa nordica come quella mediterranea, l'est
come l'ovest. Ai vincoli della precarietà
imposta, le imprese preferiscono contrapporre i vantaggi della flessibilità
scelta, ma si tratta di un'operazione pubblicitaria che dopo vent'anni non
riesce più a mascherare l'aumento dell'insicurezza sociale per decine e decine
di milioni di persone in tutta l'Unione.
Compresi
i migranti. Una cosa è chiara:
questa precarietà, oggi, non investe solo le condizioni lavorative ma è
in grado di ristrutturare interamente la vita ed i luoghi in cui questa si
svolge. E
allora si lotta per nuovi diritti sociali su scala continentale che diano senso
e futuro alle scelte individuali e collettive: solo con l'abolizione della
precarietà di giovani, donne, immigrati, sarà possibile uscire dalla
stagnazione politica e culturale in cui versa oggi l'Europa. “La lotta alla precarietà è la lotta di ogni giorno per noi – sottolinea ancora Walter Montagnoli della CUB - e per questo abbiamo una piattaforma sulla quale lottare: garanzia di reddito, contributi sociali e ferie, diritto di autorganizzazione sindacale dei precari e fine della discriminazione tra chi è precario e chi no, tra chi è part-time e chi è full time, accesso sussidiato alla cultura, alla formazione, alla casa, alla sanità e ai servizi sociali di base, accesso al credito, limitazione del lavoro festivo e notturno, della turnazione e delle mobilità selvagge. Noi
della CUB abbiamo lanciato anche una proposta nell’ambito della campagna
nazionale contro il lavoro precario per affrontare concretamente, a
partire dal livello regionale, il problema dell’integrazione al reddito.
E’ sotto gli occhi di tutti il forte aumento del livello di povertà che
viene registrato da anni nella Regione più ricca d’Europa, la
Lombardia. Ecco
perché vogliamo iniziare da qui, creando per la prima volta una cerniera
tra le varie forme di precarietà sociale: lavoratori precari, a
progetto, a somministrazione, con contratti a termine, in mobilità, in
cassaintegrazione, pensionati al minimo e percettori di pensione sociale…(vedi
proposta di integrazione al reddito ndr). L’EURO MAYDAY PARADE 005, – spiega Montagnoli- la seconda edizione della Mayday organizzata in contemporanea con i precari di tutta Europa, ma anche la quinta edizione organizzata da CUB, Chainworker e altre realtà sociali, rappresenta ora non solo la generazione attuale che si trova ad essere senza diritti, condannata alla precarietà lavorativa ed esistenziale oggi ed a un futuro incerto e senza copertura sociale e pensionistica domani, ma anche tutti quei soggetti che vengono estromessi dalla possibilità di avere un reddito che possa garantire una vita dignitosa come cassaintegrati, disoccupati, lavoratori in mobilità. Figure che si vanno a sommare alle vecchie e nuove forme di precarietà di lavoro e quindi anche di vita . L’abbiamo
visto già l’anno scorso – conclude Montagnoli - la
MAYDAY PARADE è diventata la vera festa dei lavoratori, il vero primo maggio:
in più di centomila siamo partiti da P.ta Ticinese per sfilare per le
strade di Milano e quest’anno saremo anche di più. Arriveranno treni zeppi di precari
e lavoratori a tempo determinato e indeterminato, parasubordinati, a tempo
pieno, part-time, in apprendistato,
in subappalto che sfileranno protestando contro la precarietà dilagante. Per quanto riguarda
l'organizzazione delle partenze dei treni che approderanno a Milano
per la Mayday Parade si è pensato di lanciare una campagna a livello
nazionale dal titolo ‘1euro
può bastare’ come forma di riappropriazione di reddito indiretto”. Il
raduno sarà ancora in piazza XXIV maggio e la festa terminerà ancora in
piazza Castello ma il corteo sarà in parte diverso rispetto
all’anno scorso. Ancora più allegro e festoso ma pieno di sorprese. Quest’anno
sono sempre più presenti in massa i cognitari, i lavoratori immateriali della
conoscenza. Ci saranno dunque migliaia di studenti e precari delle università,
lavoratori dell’editoria…e mille altri cervelli sfruttati e incatenati
alla precarietà. Ci saranno più di trenta carri e tanto sound system.
Il corteo anche quest’anno vedrà l’apparizione di San Precario, il grande
patrono, ma sicuramente saranno più visibili gli Imbattibili.
Anticipiamo solo che saranno migliaia le figurine distribuite lungo il corteo. Aprirà
il corteo Critical Mass con migliaia di biciclette che verrà seguito da tante
festose band musicali e dalle realtà “appiedate” milanesi, tutti quei
piccoli centri e movimenti che non porteranno carri. Seguiranno i carri di
Chainworkers e di tutti i grandi centri sociali metropolitani della CUB e degli
altri sindacati di base e via via sfileranno tutte le piccole e grandi realtà
nazionali. Gruppi musicali e bande di strada suoneranno fino a tardi
assediando il Castello insieme a sound system,
bancarelle, stand… Non dimentichiamo il media center che sarà
ancora più wi-fi e partecipato. Quest’anno il grande palco sarà davanti
alla fontana in Piazza Castello dove si ballerà fino a tarda notte grazie
ai gruppi e ai sound system. Il
percorso dell’Euro Mayday Parade 005 Si parte alle 15,00 da Piazza XXIV maggio. il corteo sfilerà per corso di Porta Ticinese - via De Amicis - P.za Resistenza partigiana – Via Cesare Correnti – Via Torino – Piazza Duomo – Via Orefici – piazza Cordusio – via Broletto – Ponte Vetero – Via Mercato – Via Tivoli (deviazione rispetto a Garibaldi per lavori) – Foro Buonaparte – Viale Gadio – Piazza Castello. Milano,
28 aprile 2005
Confederazione Unitaria di Base
COMUNICATO
STAMPA EURO
MAYDAY PARADE ‘005
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