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VOGLIE
DI CONFLITTO PRECARIO 1°
Incontro Subnazionale fra movimento precari+cognitarie e sindacalismo di base
dati,
analisi, bisogni, rivendicazioni, campagne, diritti, interconnessioni, reti,
servizi, e
la conflittualità del precariato prima e dopo EURO MAYDAY 004 Mattina:
1
- Tanti precari, una sola precarietà: dati e analisi sui 7 milioni di
precari made in Italy 2
- Per una Magna Charta dei diritti di precari, intermittenti e
cognitari di €urolandia Pomeriggio: 3
- Ma il sindacalismo di base
cosa fa per difendere precarie e cognitari? E il movimento dei movimenti? 4
- La moltiplicazione degli
sportelli precari: facciamo una rete che, insieme ai conflitti, riesca a
congiungere servizi e vertenzialità nelle città? sabato
17 aprile 004 SALA
ANPI via
Mascagni 6, Milano ore
9,00 – ore 17,00 Partecipano
fra gli altri: CUB,
Precog, ChainWorkers, Cobas, Sin.Cobas, USI ecc. ecc. .-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-..-.-.-.-.-.-.-. Come è già è stato
annunciato nelle assemblee nazionali in preparazione della EuroMayDay 2004, si
vuole indire per il sabato 17 aprile a Milano, un incontro aperto e senza
pregiudiziali sul tema del lavoro precario/cognitario, l’analisi delle
soggettività in gioco, i bisogni e le esigenze, variegate e diverse, de* precar*
e cognitar* e per avviare una prima
discussione sugli strumenti di agitazione sindacale e sociali che consentano di
raggiungere dei risultati concreti, insomma per cominciare a “vincere”. L’incontro è aperto a
tutte le realtà di movimento e sindacali che si riconoscono nei principi che
stanno alla base dell’organizzazione della EuroMayDay2004,
ovvero, in estrema sintesi: respiro europeo della
condizione di precarietà, centralità del conflitto (e quindi rifiuto di
qualsivoglia pratica di concertazione, politica dei redditi, ecc.), subvertising
mediatico-conflittuale, creatività delle forme di lotta e rottura degli schemi
tradizionali della rappresentanza verticale. L’idea di questo incontro
nasce da una semplice constatazione, maturata durante la gloriosa vertenza degli
autoferrotranviari, che ha visto a Milano una radicalità elevata e un consenso
della cittadinanza insperato. Tale vertenza ha posto in risalto, però, alcuni
nodi contradditori, che ci piacerebbe indagare, su scala più ampia: da un lato,
la difficoltà di tradurre una vertenza sacrosanta sulle condizioni di lavoro,
orario e salario della categoria in una vertenza sociale e metropolitana che
ponesse al centro la questione del servizio pubblico dei trasporti come diritto
sociale primario (al pari del redito, della casa, della salute, del sapere,
ecc.), dall’altro la discesa in campo di segmenti precari del lavoro, a cui si
è cercato di dare risposta in modo assolutamente parziale tramite la firma di
accordi aziendali locali (per di più non estesi a livello nazionale). Proprio partendo da questa realtà paradigmatica, ci piacerebbe in questo incontro approfondire: le
diverse realtà del lavoro precario e cognitario: dalle forme di precariato
“fordista” tipico di alcuni servizi pubblici e/o pra-pubblici (es. poste e
trasporto) e privati (call-center, grande catene commerciali, ad esempio) alle
forme più differenziate e segmentate, in cui opera una sorta di divisione del
lavoro basato sulla conoscenza (ricerca pubblica – università e Istat – e
privata, editoria e comunicazione, ecc.), alle forme più tradizionali del
lavoro nero e semi-illegali (edilizia, subappalti, condizione dei migranti, al
lavoro dipendente atipico dell’industria. la
possibilità di iniziare a individuare bisogni e esigenze comuni della
soggettività del lavoro precario e cognitario, come base per la costruzione di
una “MagnaCharta” del precario/cognitario che sia un potenziale fattore di
ricomposizione delle soggettività oggi frammentate; la
discussione e la proposizione di strumenti zincali e vertenziali innovativi per
sviluppare capacità conflittuale e sviluppo della coscienza della propria
condizione, sia tramite l’uso di nuovi strumenti comunicativi-relazionali, sia
tramite una ramificazione nel territorio di centri e punti di offerta di
servizi, informazione, sostegno (legale e non), il più possibile coordinato e
reticolare. Dal momento che nessuno ha
la bacchetta magica o la formula risolutiva per eccellenza, il fine ultimo di
questo incontro è di affrontare la questione di come coniugare la vertenza e la
conflittualità sul luogo di lavoro o a livello di categoria (sempre più
insorgente) con una capacità conflittuale e vertenziale a livello di
territorio, che sia elemento di ricomposizione sociale delle diverse soggettività
precarie e cognitarie messe al lavoro ed espropriate della propria creatività e
capacità (oltre che del reddito e del tempo di vita, c’a
va sens dire!). A tal fine, riteniamo che
l’incontro tra organizzazioni sindacali di base e spezzoni del movimento possa
essere un momento sinergico utile e complementare per avviare un processo
politico e sociale, autorganizzato, in grado di imprimere una svolta importante
sulle questioni del lavoro, del reddito, delle tutele del lavoro e di vita. Proponiamo ora una griglia
(scaletta indicativa) di massima dell’incontro, suscettibili di cambiamenti e
modifiche, sulla base delle proposte e degli interventi: Inizio h.
10.00 h.
10.15 – 11.15: Due o tre interventi (non più
di 10-15 minuti, l’uno) che facciano un po’ il quadro delle dinamiche del
lavoro precario e cognitario negli ultimi anni, alla luce dei cambiamenti
legislativi (pacchetto Tre e Legge 30) e socio-economici con eventuale breve
discussione. h. 11.15 - 13.30: Quattro – cinque interventi (sempre di 10-15 minuti massimo) che affrontino il tema di definire le esigenze, i bisogni, le speranze (o la disillusione) dei diversi lavori precari/cognitari: dalla condizione nelle catene, ai call center, al mondo della comunicazione (editoria e media), ricerca, al lavoro atipico dell’industria, dell’edilizia, ecc. Lo scopo di questa discussione sarebbe quella di delineare un primo abbozzo di quella che abbiamo chiamato MagnaCharta del precog. Segue discussione. h.
13.30-15.00: pausa pranzo h. 15.00- 17.30: Interventi e discussione
sulle pratiche sindacali e sociali, sugli strumenti, strategie da proporre o da
riaffermare al fine di conseguire risultati concreti nelle vertenze del lavoro e
territoriali, sul come coniugare i due momenti, quali rapporti sviluppare con la
controparte padronale e metropolitana, idee e possibilità di sviluppare una
rete di sportelli e di servizi per i precog, importanza o meno di fare campagne
di tipo legislativo-istituzionali, come opporsi alla Legge 30, l’aspetto della
rappresentanza e dell’autorganizzazione …….. h.
17.30-18.00 Titanico tentativo di sintesi e di ricavare qualche indicazione per prossime iniziative e per continuare la discussione post EuroMayDay2004 Come vedete, di carne al fuoco ce ne tanta, forse troppa: sarebbe già un risultato, sviluppare una discussione pacata, seria e utile. I tre momenti di discussioni rimandano ai tre punti citati in precedenza. E’ per comodità che i tre momenti sono separati fra loro, ma è chiaro che vi una forte interdipendenza, anche se non totale. Il filo logico è infatti è: discussione della situazione, quindi dei fattori di ricomposizione, quindi come giostrarli e renderli operativi. Un nostro suggerimento sarebbe quello che i primi due momenti di discussione più di analisi fossero condotti da chi non riveste ruoli di primo piano nei sindacati di base, sia per continuare nello spirito MayDay (sono i soggetti che parlano, non le organizzazioni), sia perché i vari sindacati di base avranno modo di intervenire nel pomeriggio sulle questioni specifiche sollevate, in modo produttivo, evitando passerelle e sterili discussioni al loro interno. Milano aprile 2004 |
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