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COMUNICATO
– STAMPA
25 luglio 2005
FUCILATI
161 GIOVANI ERITREI Il regime eritreo ha
compiuto un ennesimo massacro contro il popolo eritreo. Lo scorso 10 giugno, il
regime dittatoriale di Isayas Afeworki, ha dato ordine di eseguire la
fucilazione a sangue freddo contro 161 inermi giovani, quando all’interno di
uno dei peggiori campi di “punizione” del paese chiamato Wi’à,
quest’ultimi hanno osato ribellarsi in massa contro le indescrivibili
torture e la segregazione in cui si trovavano a versare da lungo tempo. Questa
tremenda ed agghiacciante notizia, pur se giunta all’estero con notevole
ritardo, è stata per la prima volta pubblicata sul sito eritreo
news.asmarino.com e riportata nel notiziario di Radio Popolare Network, questa
mattina alle ore 7,30. I fatti: Da diversi anni il regime
eritreo continua a mandare a Wi’à, un’impervia località della Dancalia
interdetta a chiunque, tutti coloro che contestano il suo potere politico e
militare. Wi’à è conosciuta dalla gioventù eritrea con il nome
“Inferno”. In questa località,
dove la temperatura supera di gran lunga i 55 gradi all’ombra, nell’agosto
2001 furono lì deportati, per la prima volta, gli studenti universitari di
Asmara che si erano ribellati alle direttive del regime di Isayas sulla
questione del servizio civile obbligatorio (in realtà militare) e proprio in
quella occasione due studenti morirono a causa delle torture inflitte nei loro
confronti. Da diversi mesi in Eritrea
sono in corso continue retate contro coloro che oppongono
resistenza al regime ed in particolare contro la gioventù eritrea. Il
regime, oramai isolato internamente e senza nessun consenso da parte della
popolazione, in presa al panico ha di recente intensificato la repressione
contro interi settori della società civile ed in particolare contro la gioventù
eritrea. Non solo, ma proprio a partire
dal 16 luglio scorso, il regime eritreo ha dato via ad un’altra vasta campagna
di imprigionamenti in diverse città e distretti del paese e soprattutto ad Adi
Quala, Adi Keyih, Mendefera, Tera Emni, Arreza, Mai Mine, Mai Aini e
Hazemo nei confronti di genitori accusati di aver fatto “fuggire” i propri
figli all’estero. In pochi giorni tra le 700 ed 800 persone risultano finite
nelle carceri del regime. Ai genitori è stato loro richiesto, che per essere
rilasciati dovranno versare la somma 50 mila Nakfa, a garanzia che faranno
tornare i propri figli che non si sono presentati a fare il servizio militare. Denunciamo questi gravi
fatti al mondo intero, ai governi e alle istituzioni democratiche, esprimiamo la
nostra ferma condanna nei confronti del regime repressivo eritreo e chiediamo
che venga istituita immediatamente una commissione internazionale che indaghi
sui soprusi e le continue violazioni dei diritti umani in Eritrea.
Ci appelliamo alla comunità
internazionale, al Parlamento dell’Unione Europea e alle organizzazioni per i
diritti umani affinché faccio immediatamente concreti passi perché queste
continue persecuzione, gli abusi, gli arresti e le fucilazioni di massa non
passino sotto il completo silenzio. Il popolo eritreo, sta
gridando ad alta voce al mondo intero per chiedere aiuto, per non essere
“dimenticato” e per non continuamente ad essere calpestato da un regime, che
non ha mai avuto il suo consenso. Nessuno potrà dire “non lo sapevamo” !! Associazione
Immigrati Eritrei in Italia
Via Vallazze 34, Milano
assoeritrea@libero.it
Coordinamento
Democratici Eritrei in Italia
Viale Lombardia 20, Milano eridemocrat@yahoo.it |
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