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Comunicato stampa
GLI
OPERAI DELLA BREDA VINCONO LA CAUSA CONTRO L’INPS E L’INAIL PER I CONTRIBUTI
PENSIONISTICI PER L’AMIANTO Questa
mattina il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano
Dott.sa Peregallo ha condannato l’INPS a
riconoscere i contributi pensionistici previsti dalla legge 257 del 1992 ad un
primo gruppo di quattro lavoratori della ex Breda Fucine di Sesto S. Giovanni
(MI). Questa
battaglia è iniziata quando l’INAIL – l’ente che deve riconoscere
l’esposizione all’amianto affinché i lavoratori esposti possano almeno
godere dei cosiddetti “benefici pensionistici” previsti dalla suddetta legge
per tutti coloro che sono stati esposti all’amianto – e il suo organismo
tecnico, la CONTARP hanno rifiutato le oltre 100 domande presentate dai
lavoratori, stabilendo che essi non possedevano i requisiti necessari. I
lavoratori sono quindi stati costretti a fare causa per vedersi riconoscere i
loro diritti. Tutto
questo nonostante siano oltre 70 i morti della Breda, nonostante ci siano
decine di ammalati, nonostante i rapporti dello SMAL (Servizio di Medicina per
gli Ambienti di Lavoro) che denunciavano la presenza e l’uso massiccio
dell’amianto nella fabbrica, cosa per altro riconosciuta anche nei due
processi penali che hanno portato sul banco degli imputati i dirigenti della ex
Breda per omicidio colposo. L’INAIL
continua a comportarsi, nei confronti dei lavoratori già così duramente
colpiti, peggio di un’assicurazione privata, pur di risparmiare sulla pelle
degli operai, non riconoscendo neppure
le malattie professionali contratte lavorando a contatto con l’amianto e altre
sostanze nocive per decenni e decenni. Oggi
il giudice ha riconosciuto le ragioni dei lavoratori,
portate avanti da anni dal nostro Comitato e dai suoi avvocati Nicola Coccìa e
Claudio Frugoni, condannando l’INPS (l’ente direttamente pagatore dei
benefici pensionistici) a riconoscere tali benefici e a pagare le spese
processuali. Questa è solo la prima delle 7 cause “pilota” fatte da gruppi di lavoratori che il Comitato ha intrapreso e apre la strada al riconoscimento dei diritti delle centinaia di lavoratori che hanno perso la salute e la vita in una “fabbrica di morte” a causa del profitto. Sesto S. Giovanni, 21 aprile 2005 Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio |
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