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ARTICOLO 40 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: “IL
DIRITTO DI SCIOPERO SI ESERCITA NELL’AMBITO DELLE
LEGGI CHE LO REGOLANO” La
Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero si riunisce oggi per decidere
sulla liceità di due scioperi generali, uno convocato dalla CUB per il 3
dicembre e uno proclamato da Cgil, Cisl e Uil per il 30 novembre. La CUB ha
proclamato il suo sciopero prima di quello degli altri e rispettando quanto
previsto dall’attuale normativa. La
Commissione vuole intervenire su questa materia, pur non avendone la legittimità.
Infatti compito della Commissione è esclusivamente quello di garantire
l’applicazione della Legge 146/90 successivamente integrata dalla 83/2000 che
sono le due Leggi promulgate dal Parlamento in materia di contemperamento del
diritto di sciopero con i diritti dei cittadini/utenti. Tralasciando
qui il giudizio profondamente negativo della CUB sulle leggi in questione, si
pone invece immediatamente il problema dell’ennesima invasione di campo della
Commissione di garanzia che ha recentemente emanato una propria Delibera – che
in quanto tale, e per l’organo che l’ha emessa, non ha e non può avere
forza di legge – con cui pretende di regolamentare lo Sciopero generale, cosa
che neanche le leggi hanno osato fare. La
durezza dello scontro in atto tra movimento dei lavoratori e politiche liberiste
ha reso evidente quale è il vero spirito delle leggi sull’esercizio del
diritto di sciopero e qual è il vero compito della Commissione di garanzia: sottrarre
ai lavoratori il principale strumento di lotta a difesa delle proprie condizioni
di vita e di lavoro. Dopo anni di supina accettazione di regole vessatorie,
inique e lesive del diritto di sciopero, le lotte “fuori dalle
regole” avviate lo scorso autunno dagli autoferrotranvieri hanno dato il via
ad una stagione in cui i lavoratori di molti settori si sono riappropriati dello
strumento dello sciopero. Ora
sotto la scure della Commissione di Garanzia sta per cadere anche lo SCIOPERO
GENERALE, quello strumento attraverso cui il movimento dei lavoratori esprime il
proprio profondo dissenso verso le politiche governative e che, purtroppo da
molti anni, è divenuto quasi una consuetudine praticare in occasione del varo
della legge Finanziaria. Non è una consuetudine lo sciopero, è consuetudine
ormai che le Finanziarie siano rivolte a demolire lo stato sociale e i diritti
dei lavoratori! La CUB non intende rinunciare a questo strumento, né in questa occasione né in futuro ed è per questo che, ove la Commissione di garanzia emanasse una delibera lesiva del libero esercizio dello sciopero generale, non esiterà ad avviare il percorso giudiziario per chiedere alla suprema Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla materia. Roma, 11 novembre ’04 PRESIDIO giovedì 10 novembre davanti alla sede della commissione di garanzia Confederazione Unitaria di Base |
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