DECRETO LEGISLATIVO 2 febbbraio 2001, n. 18
Attuazione della direttiva 98/50/CE relativa al mantenimento
dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti
o di parti di stabilimenti.
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Vista la direttiva 98/50/CE del Consiglio,
del 29 giugno 1998, che modifica la direttiva 77/187/CE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento
dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti
o di parti di stabilimenti;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, e
in particolare gli articoli 1 e 2 e l’allegato A;
Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 2 febbraio 2001;
Sulla proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero e per la funzione pubblica;
EMANA
il seguente decreto legislativo:
Art.
1
Modifiche dell’articolo 2112 del codice civile.
- L’articolo 2112 del codice civile è sostituito
dal seguente:
"Art.2112 (Mantenimento dei diritti dei lavoratori in
caso di trasferimento d’azienda). – In caso di trasferimento d’azienda, il
rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratori conserva tutti i
diritti che ne derivano.
Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che
il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli
articoli 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore può consentire
la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.
Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi
previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti
alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti
da altri contratti collettivi applicabili all’impresa del cessionario.
L’effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi
del medesimo libello.
Ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in
materia di licenziamenti, ili trasferimento d’azienda non costituisce di per sé
motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono
una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d’azienda può
rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all’articolo 2119,
primo comma.
Ai fini e per gli effetti del presente articolo si intende per trasferimento
d’azienda qualsiasi operazione che comporti il mutamento nella titolarità di
un’attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, al fine della
produzione o dello scambio di beni o di servizi, preesistente al trasferimento e
che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla
tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base dei quali il trasferimento è
attuato, ivi compreso l’usufrutto o l’affitto d’azienda. Le disposizioni
del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di parte
dell’azienda,m intesa come articolazione funzionalmente autonoma di
un’attività economica organizzata ai sensi del presente comma, preesistente
come tale al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità".
Articolo
2
Modifiche all’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428
- All’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990,
n. 428, i commi 1, 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: "1. Quando si
intenda effettuare, ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile, un
trasferimento d’azienda in cui sono complessivamente occupati più di 15
lavoratori, anche nel caso in cui il trasferimento riguardi una part4e di
azienda, ai sensi del medesimo articolo 2112, il cedente e il cessionario
devono darne comunicazione per iscritto almeno venticinque giorni prima che
sia perfezionato l’atto da cui deriva il trasferimento o che sia raggiunta
un’intesa vincolante tra le parti, se precedente, alle rispettive
rappresentanze sindacali unitarie, ovvero alle rappresentanze sindacali
aziendali costituite, a norma dell’articolo 19 della legge 20 maggio 1970,
n. 300, nelle unità produttive interessate, nonché ai sindacati di
categoria che hanno stipulato il contratto collettivo applicato nelle
imprese interessate al trasferimento. In mancanza delle predette
ra0presentanza aziendali resta fermo l’obbligo di comunicazione nei
confronti dei sindacati di categoria comparativamente più rappresentativi e
può essere assolto dal cedente e dal cessionario per il tramite
dell’associazione sindacale alla quale aderiscono o conferiscono mandato.
L’informazione deve riguardare: a) la data o la data proposta del
trasferimento; b) i motivi del programmato trasferimento d’azienda; c) le
sue conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori; d) le
eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi.
2.
Su richiesta scritta
delle rappresentanze sindacali o dei sindacati di categoria, comunicata entro
sette giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, il cedente e
il cessionario sono tenuti ad avviare, entro sette giorni dal ricevimento della
predetta richiesta, un esame congiunto con i soggetti sindacali richiedenti. La
consultazione si intende esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio,
non sia stato raggiunto un accordo.
- Il mancato rispetto da parte del cedente o del
cessionario, degli obblighi rivisti dai commi 1 e 2 costituisce condotta
antisindacale ai sensi dell’articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n.
300.
- Gli obblighi d’informazione e di esame
congiunto previsti dal presente articolo devono essere assolti anche nel
caso in cui la decisione relativa al trasferimento sia stata assunta da
altra impresa controllante. La mancata trasmissione da parte di
quest’ultima delle informazioni necessarie non giustifica
l’inadempimento dei predetti obblighi".
Articolo
3
Disposizioni finali
- Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del
presente decreto trovano applicazione a decorrere dal 1° luglio 2001.
- Il presente decreto non comporta nuovi o maggiori
oneri, né minori entrate, a carico del bilancio dello Stato.
Il presente decreto munito del sigillo dello Stato, sarà
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normative della Repubblica italiana
.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Dato a Roma, addì 2 febbraio 2001.
CIAMPI
AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri
MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie
SALVI, Ministro del lavoro e della previdenza sociale
DINI, Ministro per gli affari esteri
FASSINO, Ministro per la giustizia
VISCO, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
LETTA, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del
commercio con l’estero
BASSANINI, Ministro per la funzione pubblica