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Salario
a perdere, mansioni in aumento, e un referendum farsa per farci digerire quello
che hanno fatto alle nostre spalle. BOICOTTIAMO IL REFERENDUM NON PARTECIPIAMO AL VOTO E’
in breve il riassunto del nuovo contratto per i lavoratori degli appalti
ferroviari. Aumenti
che non coprono nemmeno l’inflazione reale di questi ultimi anni,
dilazionati in un anno rispetto alla firma e con gli ultimi 5 euro quale
incremento sul valore del ticket (non hanno alcun valore agli effetti
pensionistici e non concorrono ad alcuna percentuale retributiva), una tantum di
1000 euro (in 3 rate fino ad ottobre 2006 non pensionabili) per più di 3 anni
di vacanza contrattuale, applicazione di tutti i vari tipi di contratti atipici
aumentando la precarietà ed il ricatto verso i lavoratori. Il tutto con la prospettiva dei contratti di solidarietà,
della cassa integrazione “volontaria” e di andare a svolgere mansioni,
finora del personale F.S., con un salario di molto inferiore. Questo è un contratto di lavoro delle attività ferroviarie,
cioè simile a quello dei ferrovieri di Trenitalia, in realtà il modo per far
svolgere alcuni lavori (manovra, manutenzione, ecc.), ora svolti da manovratori
ed operai F.S., al personale degli appalti. pagando i lavoratori molto di meno
(approssimativamente 400 euro). Potente arma di ricatto verso i ferrovieri e beffa verso i
lavoratori degli appalti che, anziché vedersi equamente retribuiti, finiranno
per avere maggiori responsabilità e mansioni a fronte di minore retribuzione
rispetto a coloro che già ora le svolgono. Contro questa ennesima truffa per i lavoratori, la CUB
Trasporti ripropone aumenti salariali immediati di 200 euro per tutti, la
rivalutazione sostanziale ed immediata delle indennità notturne, di turno,
domenicale e per il lavoro straordinario, assunzioni a tempo indeterminato per
il miglioramento reale del modo di lavorare ed a garanzia della pulizia per i
viaggiatori trasformando subito gli attuali contratti atipici in contratti a
tempo indeterminato. Il “referendum approvativo”, gestito dalle sole
organizzazioni favorevoli, non solo non garantisce per nulla la reale
rispondenza del voto rispetto a quello espresso dai lavoratori (vedi i
precedenti referendum fra i ferrovieri) ma è il solito strumento per bloccare,
dietro la veste di una democrazia nemmeno tanto formale, la delusione e la
protesta dei lavoratori ancora una volta frustrati nella giusta aspirazione al
miglioramento delle proprie condizioni economiche e normative. Rigettare il referendum-farsa non partecipando al voto,
riprendere la lotta per aumenti ed assunzioni immediati, estendere ed
organizzare le strutture di base nel settore, uguale
retribuzione per stesse mansioni è la risposta che i lavoratori della
CUB Trasporti danno all’ennesimo tentativo di far ricadere sui lavoratori i
costi della privatizzazione dei trasporti. Passa dalla tua parte organizzati con
la Cub trasporti Milano 30 11 2005
CUB-TRASPORTI |
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