Documento assemblea movimenti per chiusura CPT
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Documento assemblea movimenti per chiusura CPT

I movimenti per la libertà di circolazione e per la chiusura dei  centri di detenzione per migranti
accolgono positivamente l'iniziativa dei presidenti di regione e rivendicano il percorso di movimento che l'ha resa possibile.



Il Forum di oggi dimostra che si è aperto un profondo conflitto  istituzionale.

La legge Bossi-Fini e il ministro dell'interno Pisanu  hanno trasformato il problema politico dell'immigrazione in guerra  permanente contro tutti i migranti, amplificando gli aspetti negativi della legge Turco-Napolitano, che comunque rifiutiamo.

Ad una  settimana dagli attentati di Londra diventa prioritario rifiutare  ogni misura antiterrorismo emergenziale, penale o amministrativa che  fa dei migranti le prime vittime ed i capri espiatori di una  criminalizzazione preventiva.

Infatti, l'attuale politica  sull'immigrazione è basata su una razionalità emergenziale e securitaria.

La chiusura delle frontiere, la restrizione dei canali  di ingresso legale, il restringimento delle possibilità di  ricongiungimento familiare, l'esasperazione della precarietà della condizione dei migranti a causa di una rigida connessione tra la  durata (e il rinnovo) del permesso di soggiorno ed il rapporto di  lavoro, la negazione del diritto d'asilo stanno producendo  clandestinità, ricattabilità, irregolarità.

Le misure restrittive  della libera circolazione e l'uso mediatico di un'associazione  continua di clandestino e criminale, hanno portato ad una progressiva  clandestinizzazione dei migranti e reso di fatto il clandestino un  criminale sui generis, un criminale d'eccezione che non può semplicemente essere arrestato, ma deve essere internato pur non  avendo commesso reato alcuno.

Tutto questo sta continuando ad alimentare un falso allarme, per  indurre ed amplificare una domanda sociale di esclusione, di  restringimento dei diritti di cittadinanza che riguardano tutte e tutti.

Il trattamento del migrante è diventato il prototipo del  controllo sociale e della precarizzazione del lavoro e della vita di tutti, istituzionalizzati anche dalla legge 30.

Il perverso intreccio  tra contratto di soggiorno e precarizzazione del lavoro mette i  migranti in una condizione di continuo rischio di clandestinità  rendendo più ricattabili tutti.

Le politiche di repressione sono  servite a sperimentare un diritto speciale e separato per categorie  di persone (migranti,tossicodipendenti, prostitute, attivisti).

Dal  1998 - anno in cui la legge Turco-Napolitano ha istituito i centri di  permanenza temporanea - un'ampia rete di attivisti ha attuato una  critica pratica alla detenzione-deportazione che li sorregge.

Il  normale funzionamento di queste galere etniche è stato messo in  discussione ed è stato rifiutato sia dall'esterno sia dai migranti detenuti all'interno.

In forme diversificate è stata praticata la legittima disobbedienza ad una legge ingiusta, riaffermando la  contrarietà alla detenzione etnica ed amministrativa, alla  distinzione tra persone legali ed illegali, sanabili ed insanabili, e  denunciando l'impossibilità di una riforma umanitaria dei CPT.

E' per  questo che consideriamo e chiediamo siano dichiarati illegittimi i  procedimenti giudiziari tutt'ora pendenti a carico di centinaia di  migranti e di attivisti che, in questi anni, dall'interno e  dall'esterno dei centri hanno messo radicalmente in discussione la  detenzione amministrativa.

I CPT così come i CDI (Centri  d'identificazione per richiedenti asilo) sono istituzioni europee e si assiste al loro proliferare dentro e fuori l'Europa.

Chiudere ogni  campo di detenzione per i migranti vuol dire opporsi in Italia, in  Europa ed al di fuori dello spazio Schengen: ad ogni dispositivo che  rende clandestini i movimenti di popolazione alle deportazioni, ai  rimpatri, ai respingimenti alle delocalizzazioni delle politiche di  controllo dei flussi all'allestimento dei campi all'esterno dell'UE. 
Vuol dire cancellare l'istituto della detenzione amministrativa ed  ogni forma di diritto differenziale.

Vuol dire ripensare radicalmente  e completamente le migrazioni perché l'unica forma di opposizione ai  centri di detenzione è la libertà di circolazione.


Chiediamo:

bulletLa chiusura di tutti i centri di detenzione dentro e fuori  l'Europa.

bulletLa non apertura di quelli in costruzione.

bulletAmnistia e  depenalizzazione di tutti i reati sociali.

bulletAbrogazione di tutti i  reati connessi alla condizione di irregolarità dei migranti sul territorio.

bulletRilanciamo la ripresa delle iniziative per la chiusura dei  centri di detenzione con due manifestazioni nazionali e la ripresa  delle campagne contro gli enti gestori dei centri.

Chiediamo ai presidenti di regione riuniti in questo Forum, iniziative di boicottaggio gestionale delle strutture di detenzione.
Rilanciamo la ripresa delle iniziative per l'abrogazione della Bossi-Fini, il non ritorno alla Turco-Napolitano, la revoca dei regolamenti attuativi, l'elaborazione di una legge organica sull'asilo.



Proponiamo a tutti:


Campeggio a Licata, in Sicilia, organizzato dalla rete antirazzista  siciliana a fine luglio giornata di mobilitazione ed azioni articolate nei territori a settembread ottobre due manifestazioni per la non apertura del CPT a Gradisca  d'Isonzo ed a Bari S.Paolo manifestazione per l'abrogazione della legge Bossi-Fini a novembre.

I movimenti per la libertà di circolazione e per la chiusura dei  centri di detenzione per migranti.

 

Bari 10 luglio 2005

 

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pagina aggiornata 09/01/07