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Comunicato
Stampa Oggi
lavoratori e i cassaintegrati dell’Alfa hanno organizzato una pacifica
minicorsa dimostrativa prima della 16° tappa del Giro d’Italia
Lissone-Varazze . La pedalata è partita da Ospiate alle 11,30, prima del
passaggio del Giro e ha raccolto gli applausi di centinaia di persone in strada
o affacciate alle finestre
lungo tutto il percorso Ciclisti-alfisti
in fuga per la vittoria Cinquanta
ciclisti-alfisti hanno partecipato al Giro per ribadire che occorre superare la
cigs e dare un futuro ad Arese.
I ciclisti in maglietta gialla con scritte rosso fuoco hanno corso da
Ospiate ad Arese per quasi 3 chilometri scortati da un furgone-ammiraglia e
preceduti da due splendide Alfa d’epoca. Applausi di approvazione anche da
tutte le macchine dello staff organizzativo del Giro. Pienamente
riuscita la minicorsa dimostrativa che ha impegnato stamattina una cinquantina
di lavoratori dell’Alfa di Arese. Carlo
Pariani, vincitore della minicorsa, indossava già la maglia rosa: “Non è un
caso che abbia vinto io, l’unico con la maglia rosa - ha affermato Pariani col
fiatone dopo la bella pedalata- non solo perché sono il più veloce nonostante
l’età ma soprattutto perché questa maglia è il simbolo di una vittoria che
vogliamo raggiungere, quella contro l’abbandono di Arese.
La Fiat deve garantire il diritto al lavoro ridando un futuro allo
stabilimento di Arese. E questo è
possibile solo se si dà inizio alla costruzione del polo delle auto sportive
Alfa-Ferrari-Maserati e avvio al polo della mobilità sostenibile promosso dalla
Regione Lombardia che delineano scenari nuovi per riconfermare Arese come luogo
di stile, progettazione, sperimentazione e produzione di vetture e motori Alfa.
Sempre per raggiungere l’obiettivo di ridare un futuro ad Arese è poi
necessario che le banche e la Regione Lombardia, attraverso finanziamenti
diretti sul modello Volkswagen, assumano un ruolo propulsivo per favorire la
difesa dell’occupazione e lo sviluppo del settore auto. Sono contento perché oggi abbiamo visto che c’era una grande adesione del pubblico e si respirava quell’unità tra lavoratori, cittadini e sportivi che noi auspicavamo quando abbiamo pensato a questa forma di protesta”. Al
posto dello sponsor sul petto dei ciclisti campeggiava lo slogan “LAVORO,
NO CIGS” mentre sul dorso si leggeva a chiare lettere la scritta “UN
FUTURO PER ARESE”. Sotto le “firme”: Alfa Romeo e CUB . A
fare da “ammiraglia” c’era un furgone allestito a dovere per l’evento
con bandiere e musica. La
pedalata di protesta è partita da Ospiate (al semaforo dell’incrocio con la
Varesina) alle 11,30, tre quarti d’ora prima del passaggio del Giro d’Italia
e ha raccolto gli applausi di centinaia di persone in strada o affacciate alle
finestre lungo tutto il percorso. “E’
stata una pedalata divertente, pacifica ma densa di passione – ha sottolineato
ancora Carlo Pariani, RSU-CUB – noi non abbiamo bisogno di additivi perché il
nostro doping è proprio la passione per il nostro lavoro e la voglia di lottare
per poter dare un futuro ad Arese. Siamo molto felici di aver ricevuto gli
applausi e la solidarietà di tanti cittadini, degli sportivi e i complimenti
anche dall’organizzazione del Giro.
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