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INUTILE LA RIUNIONE CON I SINDACATI CONVOCATA IN FRETTA E FURIA IERI ALLE 21,00 DA FORMIGONI. PROMESSE DI POSTI DI LAVORO CHE RESTANO SULLA CARTA E BRICIOLE INVECE DI UNA REALE INTEGRAZIONE AL REDDITO BERLUSCONI
E FORMIGONI INAUGURANO LA
FIERA IN POMPA MAGNA E LASCIANO CHE
LA
FIAT CHIUDA L’ALFA ROMEO OGGI
I LAVORATORI E I CASSAINTEGRATI HANNO MANIFESTATO
PER RIVENDICARE IL RUOLO PRODUTTIVO DI ARESE NEL POLO ALFA-FERRARI MASERATI, LA
PRESENZA FIAT NEL POLO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE E UNA DIGNITOSA INTEGRAZIONE
AL REDDITO Il
governo,
con l’accordo del 2002, ha condiviso il progetto Fiat di smantellare le
produzioni di auto e motori dell’Alfa Romeo di Arese e di espellere i
lavoratori in Cigs. Oggi
che la Fiat disattende anche i pochi impegni assunti in
quell’occasione, è complice della definitiva chiusura di Arese e della
perdita di ulteriori 800 posti di lavoro. Il
reddito
dei 750 lavoratori in Cigs è sempre più insufficiente per vivere. La
Regione Lombardia
ha proposto il progetto del polo della mobilità sostenibile che,
nonostante gli accordi sottoscritti, non ha prodotto ad oggi nessun posto di
lavoro. Se avesse usato per l’Alfa lo stesso impegno assunto per realizzare la
Fiera, ad Arese ci sarebbe qualcosa di concreto invece di belle parole. La
Fiat
continua ad avere la lingua biforcuta: annuncia di non chiudere
stabilimenti, di costituire il polo Alfa-Maserati e della nuova società
motoristica mentre chiude la produzione del motore 6 cil., smantella la
progettazione, sperimentazione e stile nonostante gli impegni assunti con
Governo e Regione. Non si può pensare ad un futuro solo di servizi ma si deve mantenere e sviluppare un tessuto industriale; il settore auto e l’Alfa Romeo sono fondamentali per l’innovazione e per dare occupazione al territorio. Milano 31-3-2005
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