Berlusconi e Formigoni inaugurano la FIERA e lasciano chiudere l'ALFA
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INUTILE LA RIUNIONE CON I SINDACATI CONVOCATA IN FRETTA E FURIA IERI ALLE 21,00 DA FORMIGONI. PROMESSE DI POSTI DI LAVORO CHE RESTANO SULLA CARTA E BRICIOLE INVECE DI UNA REALE INTEGRAZIONE AL REDDITO

BERLUSCONI E FORMIGONI INAUGURANO

 LA FIERA IN POMPA MAGNA E LASCIANO

CHE LA FIAT CHIUDA L’ALFA ROMEO 

OGGI I LAVORATORI E I CASSAINTEGRATI HANNO MANIFESTATO PER RIVENDICARE IL RUOLO PRODUTTIVO DI ARESE NEL POLO ALFA-FERRARI MASERATI, LA PRESENZA FIAT NEL POLO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE E UNA DIGNITOSA INTEGRAZIONE AL REDDITO 

La sostanza non cambia nemmeno dopo la riunione convocata ieri sera alle 21,00 in fretta e furia da Formigoni. Berlusconi e il Presidente della Regione uscente hanno inaugurato in pompa magna il nuovo polo fieristico di Rho-Pero ma lasciano che la Fiat chiuda l’Alfa di Arese.

Per questo stamattina una delegazione di lavoratori e cassaintegrati dell’Alfa ha fatto un presidio all’uscita della stazione metropolitana attiva per l’occasione dell’inaugurazione del polo fieristico Rho Pero: oltre 5.000 persone hanno dunque potuto ascoltare i comizi volanti che spiegavano le ragioni della protesta e mille volantini stampati dalla CUB sono finiti in un battibaleno.

“Forse qualcuno ha ancora una coscienza – ha affermato Pierluigi Sostaro RSU CUB – perché il tentativo in atto è proprio quello della completa rimozione della questione Arese. Ma noi non ci arrendiamo e oggi eravamo ancora una volta in presidio per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la grave situazione di migliaia di famiglie costrette a vivere con poche centinaia di euro. E soprattutto per far capire come tutte le promesse sono rimaste sulla carta. Di posti di lavoro più volte promessi non c’è neanche l’ombra. Nulla di concreto. Invece ad Arese è concretamente iniziato lo smantellamento dei macchinari mentre la Fiat continua a sostenere che non intende chiudere stabilimenti. Ovvero predica bene e razzola male. Con tanto di lingua biforcuta. E l’incontro di ieri sera è esemplare: non si capisce se Formigoni non voglia o non possa agire. Cerca di trovare un accordo promettendo briciole al posto di una seria e dignitosa integrazione al reddito. L’incontro è esemplare perché probabilmente per Formigoni quella doveva essere una breve riunione e invece siamo usciti a mezzanotte ancora scontenti e ancora con la promessa di qualcosa di concreto nella prossima riunione del 5 aprile. Ma le condizioni per un accordo non ci sono proprio. Oltretutto noi abbiamo sottolineato anche la differenza di trattamento dei cassaintegrati FIAT e quelli POWERTRAIN che attraverso i corsi di formazione percepirebbero 1/3 di quanto invece è destinato ai primi. Non ha nessun senso. Come dire capiamo lo sforzo fatto da Formigoni per cercare altri finanziamenti ma siamo ancora lontani da una soluzione dignitosa”.

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Cosa sta succedendo in questi anni: 

Il governo, con l’accordo del 2002, ha condiviso il progetto Fiat di smantellare le produzioni di auto e motori dell’Alfa Romeo di Arese e di espellere i lavoratori in Cigs.  

Oggi che la Fiat disattende anche i pochi impegni assunti in quell’occasione, è complice della definitiva chiusura di Arese e della perdita di ulteriori 800 posti di lavoro.  

Il reddito dei 750 lavoratori in Cigs è sempre più insufficiente per vivere. 

La Regione Lombardia ha proposto il progetto del polo della mobilità sostenibile che, nonostante gli accordi sottoscritti, non ha prodotto ad oggi nessun posto di lavoro. Se avesse usato per l’Alfa lo stesso impegno assunto per realizzare la Fiera, ad Arese ci sarebbe qualcosa di concreto invece di belle parole. 

La Fiat continua ad avere la lingua biforcuta: annuncia di non chiudere stabilimenti, di costituire il polo Alfa-Maserati e della nuova società motoristica mentre chiude la produzione del motore 6 cil., smantella la progettazione, sperimentazione e stile nonostante gli impegni assunti con Governo e Regione.  

La FlmUniti-Cub ritiene che la difesa dell’Alfa Romeo di Arese passi attraverso

·         La costituzione del  polo Alfa-Ferrari-Maserati per consentire di mantenere ad Arese stile, progettazione e sperimentazione delle vetture Alfa, far rientrare i lavoratori in Cigs e prospettare ad Arese la ripresa di produzioni di auto e di motori.

·         L’attuazione del polo della mobilità sostenibile promosso dalla Regione Lombardia. L’auto a basso impatto ambientale  è strategica per il futuro dell’auto e per la difesa dell’ambiente. Su questo aspetto serve anche l’impegno della Fiat.

·         Investimenti diretti nel capitale sociale da parte dello Stato e delle Regioni sui cui territori sono allocati gli stabilimenti Fiat, per consentire il rilancio e non per accompagnare il declino.

·         Il sostegno al reddito dei lavoratori in cigs con il ripristino dell’80% della retribuzione.    

Non si può pensare ad un futuro solo di servizi ma si deve mantenere e sviluppare un tessuto industriale; il settore auto e l’Alfa Romeo sono fondamentali per l’innovazione e per dare occupazione al territorio.

Milano      31-3-2005 

 

 

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pagina aggiornata 09/01/07