SMA (Auchan): Un successo il 3° SCIOPERO indetto dalla CUB
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Comunicato Stampa

Stanchi del clima vessatorio i dipendenti della SMA AUCHAN a Roma hanno incrociato di nuovo le braccia   HABEMUS SCIOPERO

RIUSCITO Il 3° SCIOPERO INDETTO DALLA CUB AL GRUPPO AUCHAN 

In particolare i lavoratori hanno protestato contro i licenziamenti, le lettere di contestazione e i demansionamenti. Tutti ingiusti. 

Riuscito perfettamente anche il terzo sciopero, di oggi Sabato 23 Aprile, nel comparto alimentare del gruppo AUCHAN (di cui fa parte anche la SMA  Supermercati).

Al gruppo AUCHAN lo sciopero ha raggiunto punte che non si erano mai viste, chiusi interi reparti con astensioni in blocco dei lavoratori.

All’ ipermercato di Casal Bertone addirittura chiuso completamente il reparto pane ed il relativo forno.

Alle SMA MAZZINI e SMA RUBICONE adesioni al 70% dei dipendenti, chiusi reparti freschi e difficoltà e file enormi alle casse e negli altri reparti.  

Mai ci saremmo aspettati tanta partecipazione in aziende in cui la maggioranza dei dipendenti è precaria e quindi ricattabile.  

Il lavoratori hanno scioperato compatti perché esasperati e chiedono soluzioni ad istanze pratiche come:

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Stop ai contratti a termine ‘’ a vita’’  e conversione di quelli esistenti in contratti a tempo indeterminato.

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Passaggio da part time a full time  per tutti i lavoratori che ne fanno richiesta,( basta padri di famiglia part-time da 8 anni con figli sulle spalle.).

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Lavoro domenicale solo su base facoltativa per tutti con maggiorazione del 130% come in altre catene commerciali.

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Basta con i demansionamenti e le lettere di contestazioni per futili motivi.

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Verifica immediata e controfirma della direzione sui versamenti casse.

Momenti di tensione durante lo sciopero si sono avuti quando siamo venuti a conoscenza che oltre alle guardie giurate, ai carabinieri, alla polizia in borghese presenti in blocco fuori del punto vendita, vi erano anche guardie giurate in abiti civili assoldate dall’ azienda che controllavano mimetizzate tra i clienti. 

Immediatamente siamo intervenuti specificando alle forze dell’ ordine che il controllo dei lavoratori a distanza è proibito e sanzionato anche penalmente, ma mentre si provvedeva a tutto questo, l’azienda ha provveduto a far immediatamente ‘’ sparire’’ le guardie facendole uscire di soppiatto. 

Evidentemente la repressione dei lavoratori non basta che passi solo attraverso lettere di contestazione per futili motivi, ora si rende necessario anche il controllo tramite guardie in borghese  come forma di repressione  dei  lavoratori…….  

Stavolta i lavoratori ad ’abbassare la testa ’’  non ci pensano proprio e le minacce e le intimidazioni non fanno altro che unirli e coercizzarli, indirizzandoli a portare le loro lotte alla luce del sole e ad essere affrontate anche in sede politico-istituzionale  in quanto riguardano  aspetti che regolano la libertà stessa del lavoratore nella società civile ed il bisogno di dignità imposto dal nostro vivere comune .

Roma 23 aprile 2005                 

                                                                    FLAICA-CUB Roma

 

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pagina aggiornata 09/01/07