Referendum - andare alle urne e votare SI
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Referendum - andare alle urne e votare SI

 

COMUNICATO STAMPA


Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB, interviene a sostegno del SI ai 4 quesiti posti dal referendum sulla procreazione assistita.

DOBBIAMO ANDARE ALLE URNE  PER DIFENDERE LA LIBERTA’ DEL PRONUNCIAMENTO POPOLARE
E VOTARE  SI’ PER LASCIARE LA POSSIBILITA’ DI AUTODETERMINAZIONE



Esprimiamo grande preoccupazione sulla partecipazione attiva dei vescovi italiani alla campagna referendariaperché non si tratta di opinioni liberamente espresse ma di interventi politici che vogliono imporre una morale evitando il confronto su una legge tutt’altro che condivisa da gran parte del Paese.

E’ importante sottolineare ancora una volta che se si vota sì non si impone niente a nessuno ma al contrario si permette alle coppie di operare una libera scelta. I referendum intendono garantire alcuni diritti di chi riterrà, in coscienza, di farne uso.  Autodeterminazione e libertà di scelta sono fondamentali.

Ma, mentre molti cattolici hanno capito che non si può ‘imporre’ la morale cattolica a chi cattolico non è e che quando si tratta di questioni legate alla persona umana e alle libertà individuali l’istanza ultima a cui ricorrere è la propria coscienza, l’intervento di Ruini ha rimesso in campo quella perversa contrapposizione tipicamente italiana tra un fronte cattolico ed uno laico totalmente sbagliata e puramente ideologica.

Quello che si chiede, con questo referendum, è una legge migliore di quella attuale.

Ritengo invece  fondamentale riprendere la discussione su un altro aspetto che ci riguarda tutti - conclude Tiboni – quello della manipolazione sull'uomo e sulla donna. E’ urgente quindi aprire una riflessione approfondita sui rischi di una scienza che, senza limiti precisi, può portare ad una manipolazione progressiva del genere umano”.

 

MI, 1° giugno ’05

 

 

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pagina aggiornata 09/01/07