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Comunicato stampa ARESE – Il pretore, dottoressa Vitali, sabato 31
dicembre ha emesso l’ordinanza con la quale ha
respinto il ricorso ex art. 669bis e 700 cpc con il quale Fiat
avrebbe voluto imporre la restituzione delle chiavi dei locali del consiglio
di fabbrica. SECONDO
IL PRETORE LA FIAT NON E’ PIU’ PROPRIETARIA DELL’AREA
E L’ACCORDO DEL FEBBRAIO 2003 CON LA NUOVA PROPRIETA’ PRENDE ATTO CHE
E’ MUTATA LA SITUAZIONE. LA FIAT
PERTANTO NON HA TITOLO PER CHIEDERE LA RESTITUZIONE DELLE CHIAVI DEL CDF. IL Pretore di Milano Dottoressa Vitali ha respinto il ricorso della Fiat con il quale si chiedeva la restituzioni delle chiavi del locale del consiglio di fabbrica di Arese. Secondo il Pretore “ è pacifico che né le ricorrenti (le società Fiat, powertrain e Gesco) né altre società dl gruppo Fiat siano più proprietarie dell’area in cui si trova il locale a suo tempo concesso ex art 27 statuto dei lavoratori alle RSU aziendali.” Aggiunge poi il
pretore “e dell’esistenza di un accordo sindacale del 18 febbraio 2003
tra la proprietà dell’area, da un lato, e le OO.SS territoriali e le RSU Alfa
Romeo in cui viene prevista la costituzione del coordinamento di sito, in
rappresentanza dei lavoratori occupati in tutte le realtà produttive
insediatasi nell’area ex Alfa Romeo di Arese, accordo che, quindi, prende atto
della mutata situazione produttiva del luogo” . II pretore quindi ha
accolto la tesi sindacale che
la Fiat non aveva nessun titolo per chiedere la restituzione dele chiavi del
locale del consiglio di fabbrica, sia perché non è proprietaria, sia perché
c’è un accordo con la proprietà stessa ( Estate sei) che assegna l’uso al
coordinamento di sito. La Fiat con questo
ricorso ha cercato di mettere nell’angolo il sindacato ma questo gioco non è
riuscito. Se la Fiat voleva giocare noi siamo stai al gioco consegnando le
chiavi di cartone per ricordare che ad Arese ci sono cose più serie di cui
occuparsi. Ma perché invece di fare queste azioni la Fiat non pensa
risolvere dignitosamente la drammatica vicenda che coinvolge
tante famiglie di lavoratori in Cigs da tre anni? La gente deve sapere
cosa sta succedendo. Noi abbiamo il dovere di ricordare a tutti, in primis alla
Regione, quali sono gli accordi e gli impegni presi per dare un futuro ad Arese”. FLMUniti-Cub Arese |
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