|
|
|
Comunicato stampa ARESE – Rinviata dal pretore, dottoressa Vitali, a
mercoledì 28 alle 16,30 la causa presso il Tribunale di Milano dove
compariranno 24 delegati RSU, tutta la struttura sindacale: il ricorso ex art.
669bis e 700 cpc vorrebbe imporre la restituzione delle chiavi dei locali del
consiglio di fabbrica. E i delegati le portano al collo in versione gigante in
un corteo di protesta. LA DOPPIA
REALTA’ DI ARESE: LA FIAT NON E’ PIU’ PROPRIETARIA DELL’AREA MA IL 28
PORTA IN TRIBUNALE I RAPPRESENTANTI SINDACALI CHIEDENDO LA RESTITUZIONE DELLE
CHIAVI. E LORO LE
RESTITUISCONO: GRANDI UN METRO E DI CARTONE, PARTENDO
DA PIAZZA DUOMO Carlo Pariani,
RSU-CUB: “L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: cos’è questo un modo
farsesco per cercare di mettere nell’angolo i sindacati? Ma come fa la Fiat a
pretendere la liberazione di locali che non sono più di sua proprietà?
Chiediamo allora: perché ESTATE SEI tace? E soprattutto perché la Regione che
è garante dell’accordo sottoscritto nel febbraio 2003 non si muove? Secondo
quell’accordo l’attuale consiglio di fabbrica dovrebbe diventare la sede
sindacale del comprensorio, il cosiddetto “coordinamento di sito”. Fiat Auto
S.p.a. Fiat Gesco S.p.a., Fiat Powertrain Italia S.r.l. contro
la RSU Enti Centrali di Arese di Fiat Auto S.p.a. la RSU ex Vamia di Arese di
Fiat Auto S.p.a. , la RSU Arese di Fiat Gesco S.p.a., la RSU Enti Centrali di
Arese Fiat Powertrain Italia S.r.l., la RSU Stabilimento di Arese Meccanica di
Fiat Powertrain Italia S.r.l. ovvero contro 24 delegati sindacali perché
si rifiutano di riconsegnare le chiavi del locale del consiglio di fabbrica.
Carlo Pariani, RSU CUB spiega la vicenda: “L’abbiamo detto nei giorni scorsi: paradossalmente le parti per la prima volta si invertono e non sono più i sindacati a portare in tribunale la Fiat ma viceversa. Ma non ha senso. Le chiavi di un appartamento si restituiscono al padrone di casa. Qui il padrone è ESTATE SEI. Cosa vuole dunque la Fiat? Cos’è questo, un modo grottesco per cercare di mettere nell’angolo i sindacati? Ma come fa la Fiat a pretendere la liberazione di locali che non sono più di sua proprietà? Perché ESTATE SEI tace? E soprattutto perché la Regione che è garante dell’accordo sottoscritto nel febbraio 2003 non si muove? Secondo quell’accordo l’attuale consiglio di fabbrica dovrebbe diventare la sede sindacale del comprensorio, il cosiddetto ‘coordinamento di sito’. Quindi noi chiediamo di restare dove siamo. E lo chiediamo anche alla Regione, garante degli accordi del febbraio 2003. Ma – chiede
ancora Pariani - perché invece di fare queste azioni la Fiat non pensa a come
risolvere dignitosamente questa drammatica vicenda che coinvolge
tante famiglie di operai? Altro che occuparsi della restituzione delle
chiavi di locali che non sono più di sua proprietà… allora anche noi
facciamo una sceneggiata alla pari di questa causa senza senso: restituiamo
le chiavi, ma in formato gigante. Le abbiamo
create noi alte un metro o anche di più, di diversi formati, e
le porteremo al collo nella manifestazione di mercoledì 28 giorno in cui ci sarà
l’udienza rinviata dal pretore, dottoressa Vitali. Ci troveremo alle 15 in
Piazza Duomo, sul Sagrato, poi partiremo in corteo, verso le 15,30 direzione
Tribunale. La gente deve sapere cosa sta succedendo. Non si può far sparire
Arese, un capitale di esperienza e di risorse umane, senza una vera ragione. La
gente deve sapere cosa sta succedendo. Noi abbiamo il dovere di ricordare a
tutti, in primis alla Regione, quali sono gli accordi e gli impegni presi”. Venerdì 23 dicembre 2005
FLMUniti-CUB Arese |
|