ARESE: la FIAT NON è più prorietaria  ma vuole sfrattare il Consiglio di Fabbrica
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Comunicato stampa  

ARESE - Domani alle 15,30 presso il Tribunale di Milano compariranno 24 delegati RSU, tutta la struttura sindacale: il ricorso ex art. 669bis e 700 cpc vorrebbe imporre la restituzione delle chiavi dei locali del consiglio di fabbrica  

LA DOPPIA REALTA’ DI ARESE: LA FIAT NON E’ PIU’ PROPRIETARIA DELL’AREA MA PORTA IN TRIBUNALE I RAPPRESENTANTI SINDACALI. PER LA PRIMA VOLTA E IN MODO QUASI GROTTESCO  

Carlo Pariani, RSU-CUB: “Cos’è questo un modo farsesco per cercare di mettere nell’angolo i sindacati? Ma come fa la Fiat a pretendere la liberazione di locali che non sono più di sua proprietà? Perché ESTATE SEI tace? E soprattutto perché la Regione che è garante dell’accordo sottoscritto nel febbraio 2003 non si muove? Secondo quell’accordo l’attuale consiglio di fabbrica dovrebbe diventare la sede sindacale del comprensorio, il cosiddetto “coordinamento di sito”. E poi anche le modalità sono grottesche: ognuno di noi ha ricevuto 3 raccomandate. Ma la citazione è arrivata in grave ritardo”.    

Fiat Auto S.p.a. Fiat Gesco S.p.a., Fiat Powertrain Italia S.r.l. contro la RSU Enti Centrali di Arese di Fiat Auto S.p.a. la RSU ex Vamia di Arese di Fiat Auto S.p.a. , la RSU Arese di Fiat Gesco S.p.a., la RSU Enti Centrali di Arese Fiat Powertrain Italia S.r.l., la RSU Stabilimento di Arese Meccanica di Fiat Powertrain Italia S.r.l. ovvero contro 24 delegati sindacali perché si rifiutano di riconsegnare le chiavi del locale del consiglio di fabbrica.   

Paradossalmente le parti per la prima volta si invertono: non sono più i sindacati a portare in tribunale la Fiat ma viceversa. Carlo Pariani, RSU CUB ne parla tra il divertito e l’indignato: “Le chiavi di un appartamento si restituiscono al padrone di casa. Qui il padrone è ESTATE SEI. Che vuole dunque la Fiat? Solo tentare di mandarci definitivamente via da Arese. Ma cos’è questo, un modo grottesco per cercare di mettere nell’angolo i sindacati? Ma come fa la Fiat a pretendere la liberazione di locali che non sono più di sua proprietà? Perché ESTATE SEI tace? E soprattutto perché la Regione che è garante dell’accordo sottoscritto nel febbraio 2003 non si muove? Secondo quell’accordo l’attuale consiglio di fabbrica dovrebbe diventare la sede sindacale del comprensorio, il cosiddetto “coordinamento di sito”. Quindi noi chiediamo di restare dove siamo. E lo chiediamo anche  alla Regione, garante degli accordi del febbraio 2003.  

E poi anche le modalità sono grottesche- sottolinea ancora Pariani- ognuno di noi ha ricevuto 3 raccomandate. Ma la citazione è arrivata in grave ritardo. E’ arrivata il 13 dicembre, due giorni fa. Ma noi avremmo dovuto depositare la memoria difensiva entro il 6 dicembre. l’atto è stato presentato il 28 novembre. Anche se la Fiat ha esagerato mandando a ognuno di noi ben tre raccomandate domani l’avvocato Giovannelli non potrà che chiedere un rinvio. Ma perché allora non si fanno cose serie in modo costruttivo?  Ma perché la Fiat non pensa a come risolvere dignitosamente questa drammatica vicenda che coinvolge  tante famiglie di operai? Altro che occuparsi della restituzione delle chiavi di locali che non sono più di sua proprietà.  

No. Niente di serio, solo un bell’atto al limite del ridicolo proprio sotto le feste. E tra l’altro noi proprio domani mattina alle 9,30 saremo all’Agenzia regionale del lavoro per la questione della mobilità. Se non ci fosse da piangere sarebbe il caso di farsi una grassa risata. Però qui non c’è nulla di divertente. E l’abbiamo dimostrato davanti alla Scala”.  

Milano, 15 dicembre 2005

 

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pagina aggiornata 09/01/07