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COMUNICATO STAMPA ALITALIA:
COMPORTAMENTO ANTISINDACALE E DISCRIMINATORIO MA
IL GIUDICE ASSOLVE L’AZIENDA I
fatti: In piena vertenza Alitalia, un anno fa, dopo una serie di scioperi indetti
dalla Cub Trasporti contro lo smembramento della compagnia di bandiera, contro
la sua privatizzazione, contro i licenziamenti, contro il taglio dei salari e
contro la precarizzazione, il 14 gennaio 04 i lavoratori vengono invitati
dalle varie organizzazioni sindacali a recarsi nell’atrio della palazzina del
centro direzionale dando vita ad un dibattito sulla vertenza della compagnia.
Sono intervenuti al megafono 9 o 10
delegati sindacali tra cui Antonio Amoroso, delegato CUB Trasporti. Durante
il dibattito nell’atrio i lavoratori decidono di spostarsi fuori e circa 800
persone raggiungono in corteo il piazzale antistante. Il dibattito
prosegue ancora per un po’ poi l’assemblea si scioglie e tutti fanno ritorno
ai posti di lavoro. Il
giorno dopo presso il Ministero dei Trasporti, nell’ambito degli
incontri tra le organizzazioni sindacali e Alitalia, quest’ultima dichiara che
non procederà con alcuna azione disciplinare nei confronti dei
lavoratori che hanno partecipato all’iniziativa di protesta. Invece
qualche giorno dopo l’Alitalia decide di sospendere per 10 giorni dal servizio
Antonio Amoroso. Su 800 persone solo Antonio Amoroso. Con la
motivazione è che non ha timbrato il cartellino. La
cosa fa ovviamente scalpore essendo l’unica vittima designata su 800 persone e
dunque parte uno sciopero dimostrativo. Nei giorni seguenti ben 223 lavoratori sottoscrivono una dichiarazione in cui
attestano di essere stati presenti all’iniziativa sottolineando anche il
fatto che non solo erano anch’essi presenti alla manifestazione ma che
nessuno di loro, come Antonio Amoroso, aveva timbrato il
cartellino. E nemmeno tutti gli altri 600 partecipanti. Inoltre Amoroso non
era stato l’unico a parlare al megafono anzi almeno 8 o 9 persone si erano
avvicendate al megafono, ovvero anche tutti gli altri rappresentanti sindacali e
non solo Antonio Amoroso, oggetto dell’ingiusta condanna. La
vicenda, data l’assurdità della condanna di un singolo su 800 partecipanti è
finita su tutti i giornali e anche su importanti settimanali . La
CUB ha fatto ricorso sia per contrastare l’azione antisindacale compiuta dalla
compagnia sia per chiedere revoca della sanzione disciplinare (10 giorni di
sospensione dal lavoro e dalla retribuzione) nei confronti del delegato Antonio
Amoroso. Ora
è arrivato il dispositivo della sentenza. Leggendolo c’è da rimanere come
minimo esterrefatti. Il
giudice designato, dottor Fiorioli, incredibilmente ha confermato la condanna e
cosa ancora più incredibile non si è espresso sull’antisindacalità
del comportamento della compagnia. <Il
giudice – spiega Antonio Amoroso - non si pronuncia dimenticando che si può
perseguire il comportamento antisindacale anche con una causa ordinaria. Ma
poi tutto il resto del dispositivo non sta in piedi- sottolinea Amoroso - Mi si
accusa di ‘aver, senza alcuna autorizzazione e senza idonea veste
sindacale, intrattenuto a lungo in un piazzale esterno col megafono decine e
decine di lavoratori, approfittando di un’assemblea da altri legittimamente
indetta e appena conclusa, e aver così ritardato la ripresa del servizio’.
Ma
abbiamo parlato tutti al megafono e poi cosa vuol dire senza idonea veste
sindacale? La veste idonea è solo quella di chi firma i contratti? E ancora
cosa vuol dire ‘approfittando di un’assemblea da altri
legittimamente indetta’, non è vero, era una manifestazionee non
un’assemblea indetta in legge 300. E ancora – sottolinea Amoroso –
perché viene considerata valida solo la testimonianza del responsabile del
personale ignorando quella di 223 lavoratori? E infine – conclude Amoroso –
non corrisponde a verità il fatto che io abbia avuto ‘altri precedenti
disciplinari di portata non trascurabile’, non esistono. E non corrisponde a
verità nemmeno il fatto che siano stati ascoltati altri sindacalisti. Il
giudice non li ha mai convocati”. Secondo
Piergiorgio Tiboni coordinatore nazionale CUB si tratta di una “sentenza
sconcertante che prescinde sia dagli elementi di fatto che da elementari
norme di diritto sindacale nei luoghi di lavoro. Faremo ovviamente ricorso.
E’ evidente che con questa sentenza si tenta di negare ai lavoratori
l’esercizio di elementari diritti per difendere il posto di lavoro. Si
colpisce la CUB Trasporti perché è l’unica organizzazione che contrasta il
processo di smembramento dell’Alitalia, cercando di impedire all’azienda
di scaricare sui lavoratori i costi di una gestione dissennata. Voglio
concludere sottolineando il pieno sostegno e la solidarietà di tutta la
confederazione Unitaria di Base ad
Antonio Amoroso e a tutti i lavoratori impegnati nella difesa del posto di
lavoro”.
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