Sono 50 i miliardi di euro passati dai lavoratori e intascati dalle imprese da 93 al 2003
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Ad oggi sono 50 i miliardi di euro sottratti ai lavoratori ed intascati dalle imprese. 

Ridistribuire il reddito a favore di lavoratori, pensionati e precari.  

Dal 1993 al 2003 ben 4 punti di Pil,  equivalenti a 50 miliardi di euro del Pil di oggi, sono stati sottratti al lavoro dipendente e trasformati in  redditi d'impresa.  

Le disuguaglianze conseguenti sono state scandalosamente alte come evidenziano i conti nazionali del periodo 1993 – 2003:

·        il Pil è aumentato del 61%,

·        i redditi da lavoro dipendente sono aumentati del 35%

·        i redditi da capitale sono aumentati dell'87%.  

In 10 anni, malgrado l’aumento di occupazione, la quota dei redditi da lavoro dipendente sul Pil (ai prezzi di mercato) è passata dal 45,8% al 41,8%, mentre la quota dei redditi da capitale sul pil (al netto dei redditi da lavoro autonomo) è passata dal 23,8% al 27,6%.  

Un travaso di queste dimensioni dal lavoro al capitale, quasi 4 punti di Pil, 50 miliardi di euro, cioè 3000 euro in base annua per ognuno dei 17 milioni di lavoratori dipendenti ha provocato un taglio consistente dei  consumi ed una riduzione della produzione.  

Corre l’Italia dei super ricchi

Alla fine del 1995 le famiglie italiane possedevano 1.712 miliardi di euro di attività finanziarie.  Alla fine del 2002 le attività finanziarie delle famiglie erano cresciute a 2.494 miliardi, con un aumento del 46% rispetto a sette anni prima.

La somma del valore del patrimonio immobiliare e della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ammonta a sei volte il Pil (dati Banca d’Italia).  

Se si escludono dal calcolo sia le abitazioni principali che le passività (mutui, prestiti) la ricchezza netta complessiva è circa tre volte il Pil (vale a dire circa 5mila miliardi di euro, dati Banca d’Italia).  

Una ricchezza finanziaria e immobiliare enorme, detenuta per il 48,5% dal 10% delle famiglie più ricche e per il 17,2% dall’1% delle famiglie.  

In Italia ci sono circa nove milioni di persone che sono relativamente o assolutamente povere e, secondo una ricerca dell’Aipb (Associazione italiana di private banking), 702 mila famiglie, su 22 milioni, hanno un patrimonio finanziario che equivale al 60% del Pil, un patrimonio finanziario che è cresciuto nell’ultimo anno del 10%.  

E’ il risultato di una politica liberista che ha distribuito il reddito ai ricchi e ha falcidiato quello dei ceti popolari.  

A cura dell’ufficio studi Cub

 Milano 18-10-05                                                                            

 

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pagina aggiornata 09/01/07