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Ai
Direttori dei giornali, delle televisioni e radio Oggetto: SCIOPERO
GENERALE 21 OTTOBRE Per il 21
ottobre la CUB e il sindacalismo di base hanno proclamato lo sciopero generale con manifestazione a Roma. Con questa lettera le chiediamo di
dare uno spazio adeguato allo sciopero generale di 8 ore proclamato da noi
già nelle scorse settimane come minimo pari a quello che è stato già
dato oggi allo sciopericchio proclamato ieri dai sindacati
confederali. Cub,
Cnl, Sult, Sincobas, Unicobas e Usi Ait scenderanno in piazza insieme a lavoratori,
pensionati e precari con l’obiettivo ambizioso di incidere sulle
politiche sociali ed economiche e ottenere risultati di
carattere generale. Non è dunque uno sciopero rituale di protesta ma il momento culminante di una mobilitazione costruita dal basso
che rivendica un
vero e proprio programma di politica economica e sociale, totalmente alternativo alle politiche liberiste, che ha come parola
d’ordine la ridistribuzione del
reddito a favore dei ceti popolari. Infatti per il sindacalismo
di base per rilanciare l’economia italiana è necessario prendere una
direzione completamente diversa, perché sono le politiche liberiste che hanno
reso precaria l’esistenza di milioni di persone molte delle quali non solo non
riescono ad arrivare alla quarta settimana ma neanche alla terza.
L’economia italiana è quella che sta soffrendo la crisi più di ogni altro
paese sviluppato e la vita dei ceti popolari è diventata insostenibile. Il risultato delle politiche
liberiste è che a fronte di 9 milioni di persone relativamente o assolutamente
povere ci sono 702mila famiglie, su 22 milioni, che hanno un patrimonio
finanziario che equivale al 60% del Pil (ricerca Aipb). Per rimettere in piedi l’economia
non serve dare più soldi alle imprese come
vuole anche questa finanziaria
ma ridistribuire il reddito per rimettere in moto i consumi. Il tanto
decantato “ruolo sociale” delle imprese, in questi anni, è stato infatti
solo quello di pensare ad intascare profitti più alti eppure, anche a
sinistra e all’interno dei sindacati confederali, si pensa ancora che la
ripresa e la risposta ai drammatici problemi sociali passi dal sostegno alle
imprese. Ora, mentre Cgil, Cisl e Uil fanno
uno sciopericchio di 4 ore che propone emendamenti limitati alla finanziaria riproponendo una politica concertativa che ha spianato
la strada alle politiche antisociali dei governi degli ultimi 15 anni che ha
reso precario e sottopagato il lavoro, e fortemente ridimensionato la previdenza
pubblica spalancando la strada ai fondi pensione.. la CUB e il sindacalismo di base
proclamano uno sciopero generale che ha obiettivi alti e di carattere generale perché la situazione è diventata insostenibile e piccoli accorgimenti
non servono a risanare una situazione drammatica: il carovita ha falcidiato i
redditi dei ceti popolari, il lavoro è sempre più precario e senza tutele, lo
stato sociale è stato fortemente ridimensionato, si vogliono privatizzare
pensioni, salute, scuola... Il sindacalismo di base, al contrario dello
sciopericchio di Cgil Cisl e Uil, chiama alla
lotta su obiettivi di rottura con le politiche liberiste assumendo come
centrale in questa fase la ridistribuzione del reddito a favore di lavoratori,
pensionati, precari.
Noi proponiamo una via alternativa: -Contro lo scippo del tfr e per il rilancio della previdenza
pubblica. -Aumenti
salariali di 250 euro mensili, scala mobile per difendere salari e pensioni
dall’aumento del costo della vita. -Stop
al lavoro precario, introduzione del reddito sociale e di sostegno al reddito. Mentre i sindacati confederali hanno deciso solo ieri uno sciopericchio di poche ore
con limitate proposte di modifica alla finanziaria e sembrano più
interessati a mettere le mani sul Tfr dei lavoratori la CUB e il
sindacalismo di base hanno proclamato da tempo lo sciopero
generale per una profonda svolta economica e sociale e un radicale miglioramento
delle condizioni salariali e di vita di lavoratori e pensionati. Milano, 11 ottobre 2005 Il
coordinatore nazionale
Piergiorgio Tiboni |
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