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COMUNICATO STAMPA IL
21 OTTOBRE 2005 SCIOPERO GENERALE DELLA
CUB E DI TUTTO IL SINDACALISMO DI BASE PER UNA POLITICA SOCIO-ECONOMICA
ALTERNATIVA AL LIBERISMO, PER
LA REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO E IL RILANCIO DELLA PREVIDENZA PUBBLICA. CORTEO A
ROMA.
Redistribuire il reddito a favore di lavoratori, pensionati e precari: è questa la rivendicazione del sindacalismo di base che ha proclamato
lo sciopero generale, per l’intera giornata del 21 ottobre 2005 con
manifestazione nazionale a Roma, con concentramento in piazza della Repubblica a
partire dalle 9.30. Cub, Unicobas,
Cnl, Sult, Sincobas, Usi-ait scendono in piazza contro lo scippo del
Tfr e il lavoro precario e chiedono il rilancio della previdenza
pubblica, aumenti salariali di 250 euro, il ripristino della scala
mobile per difendere stipendi e pensioni dall’aumento del costo
della vita, il reddito sociale e il sostegno al reddito.
La necessità di una redistribuzione del
reddito, che è l’unica politica in grado di rilanciare l’economia, è dimostrata
dal fatto che in Italia ci sono circa nove milioni di persone che sono
relativamente o assolutamente povere e, secondo una ricerca dell’Aipb
(Associazione italiana di private banking), 702 mila famiglie, su 22 milioni,
hanno un patrimonio finanziario che equivale al 60% del Pil. E’ il
risultato di una politica liberista che ha distribuito il reddito ai ceti
privilegiati e ha invece falcidiato quello dei ceti popolari.
Lo sciopero generale si colloca in un contesto in cui si assiste alla privatizzazione
dei servizi sociali, della salute e della previdenza, all’instaurarsi di una
scuola-azienda e allo sfruttamento dei lavoratori e degli immigrati con la legge
Bossi-Fini. Il lavoro è precario e malpagato e allo stesso tempo sono
negate le libertà sindacali e di sciopero alle organizzazioni di base. Milano
3 ottobre 2005 |
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