Presidio della CUB alla Regione Lombardia in difesa del reddito
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 COMUNICATO STAMPA 

Dopo lo sciopero regionale del 1° luglio la CUB riapre la lotta per i diritti dei lavoratori e chiede un incontro con Formigoni 

Presidio davanti alla Regione

GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE 2005

dalle ore 9,30 alle 12.00

Via Fabio Filzi 26 

PER LA COSTITUZIONE DI UN FONDO PER L’INTEGRAZIONE AL REDDITO DEI PRECARI, DEI LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE, LICENZIATI, DISOCCUPATI E PENSIONATI 

E per la trasformazione degli attuali rapporti di lavoro precari nel pubblico impiego in contratti a tempo indeterminato.  
Lo scorso primo luglio abbiamo proclamato uno sciopero generale regionale di otto ore per chiedere più reddito per lavoratori e pensionati, la scala mobile, meno lavoro precario e per contrastare i contratti ''BIDONE'' firmati da Cgil, Cisl e Uil con i datori di lavoro e il Governo e per avere aumenti salariali consistenti.  

Lo sciopero e la manifestazione hanno avuto successo  ma il presidente Roberto Formigoni non si è presentato. Speriamo che questa volta non trovi altre scuse per non affrontare i problemi più urgenti. 

La CUB chiedeva e chiede ancora la costituzione di un fondo per l'integrazione al reddito per precari, lavoratori in cassa integrazione o licenziati (anche in mobilità), disoccupati e pensionati. Sempre alla Regione chiediamo di trasformare gli attuali rapporti di lavoro precari nel pubblico impiego in contratti a tempo indeterminato.

Anche il presidio di domani, giovedì 22, come lo sciopero del 1° luglio scorso, rientra in una serie di iniziative di lotta a livello nazionale per:

redistribuzione del reddito, salari a livello europeo, introduzione delle scala mobile per salari e pensioni e il diritto a un lavoro stabile e tutelato.  

Il Fondo regionale per l’integrazione al reddito 

Al finanziamento del Fondo regionale per l'integrazione al reddito potrebbero contribuire diversi attori come le fondazioni bancarie fra cui, prima fra tutte, la Cariplo, e poi  la Regione, le Province, le aziende che utilizzano precari o lavoratori interinali, le agenzie di somministrazione di lavoro precario.  

”In sostanza – spiega Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB,  noi chiediamo che il Fondo da una parte integri direttamente il reddito con una cifra in denaro e dall’altra, in forma indiretta, intervenga  con contributi per trasporto, affitto casa, telefono, gas, energia elettrica e spese culturali. 

Le priorità del Paese non sono i finanziamenti e gli  sgravi alle imprese -sottolinea ancora Tiboni - ma  forte redistribuzione del reddito e una politica che tuteli il lavoro stabile e tutelato. Negli ultimi anni a causa di politiche concertative i ricchi sono diventati più ricchi, mentre anche chi lavora è stato risucchiato sotto la soglia della povertà. L'Italia, - conclude Tiboni-  è un Paese relativamente  ricco, ma la ricchezza è distribuita in modo inaccettabile. Il 30% della popolazione si appropria del 70% del reddito, mentre al restante 70% della popolazione non rimane che un misero 30%”.  

Milano 21  settembre 2005 

Confederazione Unitaria di Base

 

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pagina aggiornata 09/01/07