La CUB: metteremo le tende davanti alla Regione Lombardia
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COMUNICATO STAMPA

Si è appena concluso il presidio di due giorni organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB) davanti alla sede della Regione Lombardia per porre l’attenzione sui gravi problemi occupazionali, sulla crisi industriale, sulla necessità di istituire una forma di sostegno al reddito per disoccupati, cassaintegrati, precari e pensionati. 

TIBONI: “BASTA CON LE BUFALE STILE TVR! E‘ UN’IGNOMINIA CHE LA REGIONE LOMBARDIA NON SI OCCUPI DI CRISI INDUSTRIALI, DISOCCUPAZIONE E PRECARIETA’: FORMIGONI APRA UN TAVOLO DI DISCUSSIONE SERIO. SE NON CI CONVOCA METTEREMO LE TENDE DAVANTI AL PIRELLONE”. 

Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB: “Se non ci convoca, Formigoni sappia che torneremo a far sentire la nostra voce perché è un’indecenza che in Lombardia, la regione più ricca d'Italia, ci siano più di 60.000 lavoratori senza un futuro certo, senza che il Presidente Formigoni muova un dito al riguardo; qui la struttura industriale  si restringe pericolosamente e i posti di lavoro nuovi, creati nei servizi, sono sempre più instabili: è un settore dove predomina la precarietà più assoluta in termini di diritti, retribuzione, professionalità e durata del contratto. Migliaia di persone non riescono a vivere dignitosamente il presente e non riescono a immaginare un futuro certo”.  

Oggi si è concluso un presidio importante – afferma Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB – perché abbiamo informato la stampa e i cittadini di una situazione ignobile di cui molti non erano a conoscenza: l’ignavia di Formigoni è dannosissima.  

Ieri, tra le altre cose, abbiamo denunciato l’incredibile bufala della TVR che avrebbe dovuto creare 115 assunzioni per costruire 500 automobili. Come mai – si chiede Tiboni - Formigoni promette lavoro attraverso un’azienda che non esiste? Qual è il ruolo della Regione? E’ inesistente per tante situazioni di crisi e dove interviene si fa promotore di bufale?  

Oggi abbiamo acceso di nuovo i fari anche sullo scandalo della SIEMENS- continua Tiboni - la Regione compra macchinari elettromedicali per milioni di euro arricchendo la Siemens e non fa nulla per gli altri comparti della stessa multinazionale che negli ultimi anni sta licenziando centinaia di operai specializzati, ricercatori e tecnici bravissimi. Ora la Siemens, operando anche in modo antisindacale, si appresta a chiudere le attività produttive a Cassina de’ Pecchi, per delocalizzarle creando di conseguenza almeno 600 esuberi”. 

Ma abbiamo posto l’attenzione anche sugli altri gravi problemi: sulla crisi industriale che coinvolge tantissime realtà vecchie e nuove, sulla necessità di istituire una forma di sostegno al reddito per disoccupati, cassaintegrati, precari e pensionati.  Durante i presidi di ieri e oggi davanti al Pirellone si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti delle aziende in crisi e abbiamo anche spiegato la storia della proposta di sostegno al reddito, completa di finanziamenti, che giace in Regione ormai da tempo. Volevamo che questa denuncia arrivasse forte e chiara. E credo che sia arrivata visto che abbiamo fermato le macchine di molti assessori che hanno dovuto scendere e parlare con noi.  

C’è stato anche un incontro, ieri, con Balzarini, un funzionario della Regione – spiega ancora Tiboni - che si occupa di crisi industriali e con la dottoressa Bailo, della segreteria di Formigoni, presso l’Agenzia del lavoro in via Cardano. Promettono di informarne il Presidente. Ma a Formigoni deve essere chiaro che quello che vogliamo è che apra un tavolo di discussione serio su occupazione, sostegno al reddito e crisi industriali. Basta con le bufale stile Tvr per l’Alfa”. 

“Se non ci convoca, Formigoni sappia che torneremo a far sentire la nostra voce e pianteremo le tende davanti al Pirellone perché è un’indecenza che in Lombardia, la regione più ricca d'Italia, ci siano più di 60.000 lavoratori senza un futuro certo, senza che il Presidente Formigoni muova un dito al riguardo; qui la struttura industriale  si restringe pericolosamente e i posti di lavoro nuovi, creati nei servizi, sono sempre più instabili: è un settore dove predomina la precarietà più assoluta in termini di diritti, retribuzione, professionalità e durata del contratto. Migliaia di persone non riescono a vivere dignitosamente il presente e non riescono a immaginare un futuro certo. E allora chiediamo una politica mirata a difendere la dignità di vita dei lavoratori in Lombardia e in tutta Italia. In Lombardia chiediamo di affrontare le situazioni di crisi a partire da Alfa, Siemens, ABB, Candy, ex Necchi, Pietro Mazzone Spa, COSVAL.”. 

La Cub rivendica il superamento della Cigs, il ritiro dei licenziamenti, un intervento attivo della Regione Lombardia nella definizione di una politica che contrasti la deindustrializzazione e la disoccupazione, la costituzione di un fondo di sostegno al reddito per i cassintegrati, licenziati, precari, pensionati e lavoro stabile per i lavoratori precari presenti negli enti pubblici.

Milano 9 febbraio 2006

Confederazione Unitaria di Base

 

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pagina aggiornata 09/01/07