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COMUNICATO STAMPA RSU
SMA Spa - ELEZIONI VALIDE – (LA CUB HA VINTO CON IL 70%) IMPORTANTE SENTENZA -
IL GIUDICE DIFENDE IL PRINCIPIO
DEL PLURALISMO SINDACALE DI FATTO E' NULLO L'ACCORDO DEI CONFEDERALI Walter Montagnoli, coordinatore nazionale CUB: “Questa
sentenza fa giustizia: erano assolutamente incredibili le variazioni
apportate nello scorso contratto nazionale nel quale si voleva stabilire in
pratica che solo i sindacati confederali possono indire le elezioni RSU mentre
le altre organizzazioni non sono legittimate ad indire le elezioni delle RSU ma
hanno solo il potere di iniziativa a presentare le liste. Il giudice invece ha
sottolineato che 'l'Accordo interconfederale del 27. 7. 1994 reca la disciplina
generale in materia di RSU in una situazione di pluralismo sindacale” e che
”non si comprende per quale via, attraverso il paravento interpretativo si
possa pervenire nei fatti all'effetto abrogativo di tale principio”. “E' appena arrivata e finalmente fa giustizia – afferma
Walter Montagnoli, coordinatore nazionale CUB - La sentenza del Tribunale di
Roma riporta alla quasi normalità la situazione della democrazia sindacale. Un
argomento importante di cui si parla troppo poco, perché in ballo ci sono
sempre i diritti dei lavoratori che hanno IL diritto di scegliersi i
sindacati da cui farsi rappresentare. Non è una questione interna ai sindacati,
riguarda tutti i lavoratori. Entrando nel merito di questa sentenza ricordo come noi
abbiamo fatto ricorso contro la S.M.A. spa di Roma per comportamento
antisindacale in quanto aveva diffidato la CUB a svolgere le elezioni
per il rinnovo della RSU l'11
e 12 ottobre 2005 e non aveva
quindi riconosciuto gli eletti come membri RSU presso la filiale SMA di via
Rubicone 39. Per non parlare delle sanzioni disciplinari, del rifiuto dei
permessi sindacali retribuiti e via dicendo. La SMA sosteneva che la FlaicaUniti-CUB non è soggetto
legittimato ad indire elezioni RSU non essendo firmataria del vigente ccnl del
terziario che dopo le modifiche apportate da Cgil Cisl e Uil e Confcommercio al
contratto stipulato il primo luglio 2004, consente
di indire le elezioni alle sole organizzazioni sindacali stipulanti il contratto
e non è tutto perché si stabilisce anche che dopo due anni nei quali non
vengono indette da loro le elezioni dell'RSU si passa
automaticamente alla nomina delle RSA. Capite il capolavoro dei
confederali? Questa sentenza fa
giustizia: erano assolutamente incredibili le variazioni apportate nello scorso
contratto nazionale. Il giudice invece ha sottolineato che “l'Accordo
interconfederale del 27. 7. 1994 reca la disciplina generale in materia di RSU
in una situazione di pluralismo sindacale” e che 'non si comprende per quale
via, attraverso il paravento interpretativo si possa pervenire nei fatti
all'effetto abrogativo” di tale principio”. Il giudice Mastroberadino
peraltro conferma e condivide le osservazioni emesse sullo stesso oggetto dal
giudice Castaldo quando ci ha difeso contro la Cash and Carry spa. Anche lui sottolineava che l'accordo Interconfederale
del luglio '94 reca la disciplina generale e che si tratta di fonte che
individua una serie di principi cui tutti devono riferirsi. Il giudice Paola
Mastroberardino poi sottolinea come alla luce di tale principio il recente
Accordo interpretativo invocato non può contenere alcuna abrogazione implicita
della seconda parte dell'articolo 2 ma solo la normativa di dettaglio per le
procedure di indizione delle RSU. Ma soprattutto il giudice sottolinea che “appare
alquanto difficile ipotizzare che in sede di contrattazione collettiva a
livello nazionale le parti abbiano voluto porre nel nulla implicitamente o per
fatti concludenti lo stesso principio ispiratore dell'Accordo Interconfederale
ossia quel pluralismo sindacale che tiene in
considerazione organizzazioni diverse dai sindacati 'tradizionali' a patto che,
come ne caso in specie, abbiano
adeguata rappresentatività ed aderiscano esplicitamente ad una serie di
principi condivisi nell'ambito della presenza sindacale nei luoghi di lavoro".
Ci ho tenuto a virgolettare quanto sentenziato dal giudice – conclude
Montagnoli – per restare al merito di oggi anche se mi verrebbe la tentazione
di fare un vero e proprio comizio sulla questione perché ne abbiamo veramente
viste e sopportate troppe” Milano, 30 -1- 2006 |
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