Astra Zeneca: Denunciata per aver perseguitato un gruppo di dipendenti
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COMUNICATO STAMPA

Il 7 febbraio 2005 la prima udienza davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Milano. I lavoratori hanno denunciato l’accaduto con l’aiuto della CUB 

ASTRAZENECA HA PERSEGUITATO I PROPRI DIPENDENTI  

La multinazionale  farmaceutica per supposto sabotaggio si è sentita in diritto di perseguitare un intero gruppo di dipendenti, dequalificandoli, umiliandoli e provocando seri danni professionali, morali, biologici ed esistenziali  

Con l’assistenza della Cub (Confederazione Unitaria di Base) un gruppo di lavoratori ha denunciato al Tribunale del Lavoro di Milano AstraZeneca, multinazionale  farmaceutica anglo-svedese, nata nell'aprile 1999 dalla fusione di Astra AB e Zeneca Group PLC, per il comportamento illegittimo attuato dal 14 maggio 04 nei loro confronti. In Italia AstraZeneca produce due farmaci iniettabili sterili nello stabilimento di Caponago (Mi) ove sono addetti attualmente circa 500 dipendenti ed è in forte espansione (è infatti previsto un ampliamento di 6.000 mq). 

 Il 7 febbraio ci sarà la prima udienza davanti al giudice del lavoro. I lavoratori (assistiti dall’avvocato Lorenzo Franceschinis) accusano l’azienda di averli letteralmente perseguitati senza nessun motivo: sono stati messi all’indice, umiliati, dequalificati per un supposto generico sabotaggio mai provato. Questo comportamento assurdo ha provocato gravi danni professionali, morali, biologici ed esistenziali. 

Il comportamento di AstraZeneca è in contrasto con le norme universali di civiltà che hanno a riferimento il rispetto dei diritti individuali e la tutela della dignità delle persone. Con il ricorso al magistrato viene richiesta la reintegrazione dei lavoratori in mansioni equivalenti a quelle svolte prima del giugno 2004 e conformi al livello di inquadramento e alla pregressa professionalità. Inoltre viene chiesto il risarcimento dei danni professionali, biologici, morali ed esistenziali.

Ecco la storia in breve

AstraZeneca ha messo in atto (con metodi liberticidi) una  vera e propria rappresaglia nei confronti di tutti i lavoratori di un turno accusandoli genericamente di sabotaggio. 

- Il 10 maggio inizia la caccia alle streghe con l’interruzione del turno di lavoro e la convocazione dell’assemblea indetta dalla RSU in cui tutti gli addetti al turno area sterile vengono accusati di sabotaggio perché in un non meglio precisato Ospedale americano, si dice, è stato rinvenuto un panno antipelo all’interno di un flacone contenente il prodotto anestetico Diprivan.   

- Il giorno 12 la direzione comunica: per garantire la produzione verranno sospesi dalla produzione tutti gli addetti al turno a meno che non si scopra subito il responsabile del sabotaggio.

- Il 14 maggio l’azienda comunica: tutti i 27 addetti al turno non verranno più ammessi nell’Area di produzione e inizieranno un corso di sicurezza. 

- Poi per ben 4 settimane i lavoratori vengono sottoposti arbitrariamente a procedure mortificanti e illegittime (tra cui adunate in cortile, test assurdi, team working con la costruzione di castelli finti…) che mirano esclusivamente alla loro colpevolizzazione e alla loro dequalificazione (ma non li si può imputare di niente!).  

 Il 28 maggio (ovvero dopo 2 settimane) un rappresentante dell’ufficio del personale comunica ai lavoratori che a causa della gravità dell’accaduto non potranno più lavorare per la società e che, dato che non possono licenziarli, li ricollocano in altre aree previa valutazione individuale da parte di un gruppo di psicologi.

Intanto vengono anche consegnate a ciascun lavoratore lettere di convocazione sottoscritte da un avvocato con “invito a comparire per rendere dichiarazioni testimoniali in sede di investigazioni difensive”. 

 Alla quarta settimana, il turno viene smantellato. Alcuni vengono addetti al magazzino e altri reintegrati in produzione con mansioni inesistenti o fortemente dequalificate. Un esempio? Un operaio specializzato è stato ricollocato come addetto alle pulizie! 

In pratica si procede all’eliminazione di un intero gruppo di lavoratori, per una colpa presunta a carico di tutti.   

Il procedimento seguito dall’azienda è contrario ad ogni comportamento che abbia alla base elementi di diritto come quelli affermati nel nostro Paese da almeno 200 anni e alle tutele previste dallo Statuto dei lavoratori (legge n.300 1970) che prevede tassativamente l’obbligo per l’azienda di contestare per iscritto eventuali mancanze.  

Un’azione che si fa beffa dei più elementari diritti costituzionalmente garantiti, quale quello della responsabilità penale individuale e della intangibilità della persona in assenza di una prova certa, acquisita secondo le regole dell’ordinamento giuridico, della sua colpa. 

 Milano 28-01-05

La prima udienza si terrà a Milano 

Lunedì 7/2/05 alle ore 10,00 

Sezione Lavoro 

in Via Pace 10 

stanza 213 - 2° piano

 

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pagina aggiornata 09/01/07