La FIAP - Federazione
Italiana Autonoma Pensionati è una Organizzazione Sindacale nata per
aggregare e dar voce alle legittime richieste e rivendicazioni di anziani
e pensionati, che non trovano spazio nei sindacati di regime.
La situazione politica
del Paese è infatti caratterizzata dalla contrapposizione dei due gruppi
politici maggioritari, che occupano tutto il sistema della dialettica
democratica senza lasciare spazio alle minoranze.
I gruppi maggioritari
non consentono infatti la socializzazione delle idee e delle opinioni non
combacianti con le loro: in altre parole le minoranze non possono dar voce
al loro dissenso.
Le Organizzazioni
Sindacali di regime si sono adeguate a tale modo di essere e si assiste
perciò ad un nuovo consociativismo, dove la regola dominante per le
Associazioni sindacali maggioritarie non è la tutela degli associati e
delle classi più deboli, ma è quella di adeguarsi alle decisioni e alle
scelte operate da uno dei due gruppi che si contendono la guida del Paese.
In tale contesto è nata
l’esigenza di dar vita ad un Sindacato Autonomo - la FIAP - che aggrega
anziani e pensionati e porta avanti le rivendicazioni e le esigenze di
queste categorie che sono tra le più deboli della collettività.
Il programma della FIAP
si caratterizza per la concretezza dei contenuti e per la linearità e l’immediatezza
delle finalità perseguite:
1.
PREVIDENZA
separazione della
spesa previdenziale da quella assistenziale, come disposto dalla legge
88/89, mai compiutamente attuata, allo scopo di evitare che gravino
sulle entrate destinate alla spesa pensionistica le spese per l’assistenza:
le spese assistenziali non devono far carico al mondo del lavoro, ma
devono essere addebitate alla fiscalità generale;
tutela del potere di
acquisto delle pensioni, commisurando la perequazione automatica non
solo al tasso di inflazione programmato, ma anche all’aumento medio
annuale delle retribuzioni dei corrispondenti lavoratori in servizio
attivo;
valorizzazione della
contribuzione versata al fine di evitare l’appiattimento verso il
basso delle pensioni.
2.
ASSISTENZA
Ristrutturazione della
spesa sociale al fine di:
garantire all’anziano
un minimo vitale;
promuovere attraverso
incentivi economici l’assistenza familiare dell’anziano, allo scopo
di evitare l’emarginazione e conseguire nel contempo una contrazione
delle spese per l’assistenza pubblica;
far sì che l’intervento
pubblico faccia fronte alle reali situazioni di bisogno dovute sia alle
condizioni economiche, sia alle menomazioni fisiche o psichiche, sia
alla carenza del supporto familiare.
Il decentramento alle
Regioni e ai Comuni delle politiche sociali è condiviso dalla Fiap, a
condizione che gli Enti locali rispettino i parametri minimi fissati a
livello nazionale.
La FIAP ritiene che -
pur non escludendo la gestione pubblica dell’assistenza, in particolare
quando gli alti costi dei presidi non incentivano l’intervento privato -
occorre prendere atto che il contenimento delle spese e una migliore
qualità del servizio si possono conseguire solo attraverso il
finanziamento della gestione privata dell’assistenza (famiglia,
cooperative di assistenza, associazioni fra gli stessi anziani ecc.)
ovviamente sotto il pubblico controllo.
3.
SANITA’
L’anziano, che, a
causa dell’età, è costretto a ricorrere con maggiore frequenza ai
presidi sanitari, deve oggi prendere atto dell’inadeguatezza del sistema
del Servizio Sanitario Nazionale a soddisfare i bisogni della
collettività.
La FIAP ritiene pertanto
necessario e urgente potenziare il SSN stesso attraverso l’adeguamento
del fondo sanitario e del fondo per la spesa farmaceutica.
Nel contempo la FIAP
ritiene che occorre conseguire economie di gestione sulla spesa corrente,
intervenendo principalmente nei seguenti settori:
semplificazione dei
procedimenti amministrativi per l’accesso alle prestazioni;
ridimensionamento
delle strutture e dei nosocomi i cui costi di gestione risultano
eccessivi rispetto al dato nazionale, salvaguardando però l’eventuale
peculiarità del bacino di utenza;
riduzione del periodo
di degenza ospedaliera, attraverso un’adeguata programmazione e una
più razionale utilizzazione del personale e degli impianti diagnostici,
al fine di conseguire economie di gestione delle strutture pubbliche;
riduzione della spesa
per l’assistenza sanitaria in convenzione, mediante un maggiore
controllo da parte delle Regioni sia sugli esami diagnostici eseguiti in
convenzione, sia sui ricoveri in nosocomi convenzionati;
contenimento delle
spese per il materiale sanitario attraverso la promozione degli acquisti
collettivi da parte di più nosocomi; ecc..,
ecc...
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